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Non può fare la terza dose ma non ottiene l’esenzione: la storia di un operaio di Cecina

Il centro vaccinale di Cecina
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Il centro vaccinale di Cecina

La storia di un operaio di 54 anni che ha avuto un’allergia al secondo vaccino: «Ho prenotato il booster ma non me l’hanno fatto. E ora come torno al lavoro?»

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CECINA. La storia di Mario Manzi, operaio di 54 anni, di Cecina, è davvero singolare. Dopo la seconda dose di vaccino anti Covid-19 ha una inaspettata reazione allergica. Dunque non gli viene consentito di fare la terza dose che peraltro ha prenotato a Cecina il 24 gennaio. Da allora l’operaio del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa vive nell’ansia di essere escluso dal lavoro a partire dal 15 febbraio, come previsto dalla normativa. La prospettiva lo preoccupa, per questo racconta la sua storia al Tirreno e chiede un aiuto per abbattere il muro della burocrazia.

«Sono un pro vax della prima ora e infatti ho fatto due dosi di vaccino come previsto dal protocollo iniziale – comincia a raccontare – Purtroppo dopo la seconda dose, a distanza di circa 8-9 giorni dalla somministrazione ho avuto un grave problema di salute, riconducibile ad una reazione allergica al vaccino». All’inizio nessuno pensa che quello strano torpore alle gambe e ai piedi sia scatenato da un’allergia. «La reazione dopo circa due mesi è rientrata, si è risolta autonomamente prima ancora di sapere cosa effettivamente fosse successo. Tra l’altro prima di capire cosa avevo i medici ci hanno impiegato del tempo e io ho speso molti soldi per le analisi» puntualizza.

Ma l’operaio crede nell’importanza della vaccinazione e il 24 gennaio, nonostante tutto, si presenta al centro vaccinale di Cecina per la terza dose. «Avendo più di 50 anni non potevo fare altrimenti» aggiunge sconsolato. Prima della vaccinazione però viene fermato, visto il precedente non proprio rassicurante. «I medici stessi non mi hanno fatto il vaccino: sono considerato a rischio di una recidiva che mi può creare problemi ancor più gravi».

Come fa Manzi da qui al 15 febbraio a mettersi in regola con la certificazione? «Da questo momento è iniziata una specie di odissea. Dal centro vaccinale mi mandano dal medico di famiglia, che si guarda bene di fare qualcosa, e mi rimanda al centro vaccinale. Dopo giorni di rimpallo mi viene consigliata una nuova strada». Cosa deve fare per andare al lavoro e in giro senza problemi? «Mi dicono di presentare la documentazione medica alla commissione medica appositamente costituita per analizzare i documenti ed eventualmente concedere l’esenzione medica alla vaccinazione stessa. Tutto questo accadeva dieci giorni fa e da allora tutto tace» aggiunge il cittadino. Mentre la burocrazia resta immobile Manzi deve fare un tampone ogni 48 ore per potersi recare al lavoro. Sono spese e perdite di tempo. All’orizzonte si profila l’altro vero problema.

«Visto che ho più di 50 anni di età – continua – dal 15 febbraio prossimo dovrò restare a casa senza stipendio fino al rilascio dell’esenzione. Vi sembra possibile? Perché devo rischiare di rimetterci dei soldi? Non è colpa mia se non posso vaccinarmi di nuovo. E poi l’agenzia delle Entrate mi farà la multa di 100 euro per non aver completato il ciclo vaccinale? ». Una storia che merita attenzione da parte di chi ha le competenze per risolverla senza perdere tempo, visto che il 15 febbraio è ormai alle porte.

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