Il Tirreno

Montescudaio: il ricordo della shoah 

Paola Rocah, unica ebrea sfuggita alla deportazione

Paola Rocah, unica ebrea sfuggita alla deportazione

L’ex sindaco Pellegrini ricostruisce la storia della donna ricercata dalla Gestapo. Era rifugiata sulle colline pisane insieme al marito, fu salvata dall’abate

2 MINUTI DI LETTURA





MONTESCUDAIO. Alla vigilia della giorno della memoria, che viene celebrato ogni 27 gennaio perché in quella data del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nell’ offensiva in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, l’ex sindaco di Montescudaio, Aurelio Pellegrini, appassionato conoscitore della storia locale, riporta alla memoria la storia di Paola Rocah riuscita a salvarsi dalla deportazione.

«Mi pare giusto ricordare forse l'unico caso, fortunatamente finito bene, del tentativo di deportazione di una donna ebrea da Montescudaio verso Auschwitz. Era la fine del terribile 1943 mentre era in corso la deportazione degli ebrei della comunità livornese, una soffiata di un fascista montescudaino avvertì la donna che la Gestapo stava cercandola per spedirla come tanti livornesi in Germania. Si trattava di Paola Rocah che nel settembre del 1920 aveva sposato con matrimonio misto il conte Carlo Carli e che solo da poco si era convertita al cattolicesimo. La coppia, con le figlie era sfollata nella propria villa di Casagiustri e lì la raggiunse la notizia» spiega Pellegrini che ha ricostruito la vicenda sui documenti storici,

«Fu l'appena trentenne don Antonio Dei, Cappellano a Cecina e poi Abate a Montescudaio ad organizzare rapidamente la fuga. Nella notte, in bicicletta, la coppia con le figlie, don Dei e due partigiani di scorta, armati, partirono alla volta di Volterra. Fu un viaggio difficile e pericoloso durato fin quasi all'alba ma appena arrivati don Dei, fra manicomio e conventi sistemò tutti. I nazisti trovarono la casa vuota e la famiglia rimase nei propri nascondigli fino ai giorni della Liberazione».

Ogni amministrazione comunale, così come le scuole, pur in tempo di pandemia, celebra la ricorrenza con iniziative.

Regione Toscana, in partnership con Ufficio scolastico regionale della Toscana e Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età Contemporanea, ha promosso, tra l’altro, un percorso di avvicinamento alla ricorrenza del 27 gennaio che, come di consueto, ha come obiettivo quello di fornire ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado materiali e strumenti di analisi adeguati all’elaborazione di proposte didattiche destinate agli studenti. A realizzarlo è la Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato – Luoghi della Memoria Toscana. Si articolerà in sei lezioni, riservate ai docenti, e in una serie di “dialoghi” aperti a tutti, tra cui gli studenti. Tra i relatori alcuni dei massimi esperti e studiosi di questi temi. Il corso, gratuito è on line. Le info sono sul sito del Museo della Deportazione, dove è consultabile la brochure con il calendario degli incontri formazione@museodelladeportazione.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web