Finanza
«Niente potrà risarcirci per la perdita di Martina»
Cecina. «Credo che il rinvio a giudizio fosse abbastanza scontato. Ormai non mi aspetto più nulla: anche una condanna penale non potrà cancellare il nostro dolore. Non riuscirà a cambiare quello che è successo. E niente potrà restituirci la nostra Martina». Giuliano Geri, 43 anni, di Cecina, è sopravvissuto allo scoppio di quel maledetto 22 settembre 2019. L’esplosione nella villetta di via Ederle, a Bibbona, gli ha cambiato la vita per sempre. Martina Rossetti, la sua compagna di 40 anni, che era impiegata alla Coop di Donoratico, non c’è più. E lui da quella sera è su una sedia a rotelle. Dieci mesi di ospedale, 88 giorni in terapia intensiva, 52 trascorsi in coma farmacologico. Poi una lunghissima riabilitazione e il morale messo a dura prova.
Impossibile dimenticare: un bagliore, poi il boato e una pioggia di tegole che si schiantano a terra, lungo il giardino: era l’ora di cena. Da quel momento niente è più stato come prima.
Ieri mattina, alla fine dell’udienza preliminare in tribunale a Livorno, Geri ha ricevuto una telefonata dal suo avvocato. «L’avvocato mi ha chiamato, più tardi lo sentirò di nuovo. È andata come mi aspettavo. Non dimenticherò mai quella sera, l’odore del gas, lo scoppio improvviso, dovuto molto probabilmente a un accendino» aggiunge Geri.
In questi lunghi mesi, che separano il processo dall’incidente, l’idraulico di Cecina finito sotto indagine, non si è mai fatto vivo con Geri e la sua famiglia, come racconta lo stesso Giuliano Geri.
L’inchiesta ha rivelato che l’idraulico non aveva eseguito i lavori in maniera corretta o comunque conforme, tant’è che poi c’era stata la fuoriuscita di gas. Michele Splendiani il giorno prima dell’esplosione infatti aveva eseguito dei lavori all’impianto di distribuzione del gas nella villetta a due piani dove abitava la coppia. Un intervento che avrebbe dovuto dividere la fornitura di gas all’impianto di riscaldamento da quello della cucina, alimentando quest’ultimo attraverso una bombola a gas.
«Al di là di quella che potrà essere la condanna penale – conclude Geri – sappiamo già che possiamo non aspettarci molto. Non credo che riusciremo mai ad avere un risarcimento dei danni che comunque non potrebbe mai compensare la perdita della vita di Martina». E la disabilità causata allo stesso Geri che da quella sera è costretto su una sedia a rotelle.
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