Sicurezza
Formazione al Sant’Anna per gli operatori della Maffi
La Fondazione guarda al futuro oltre che alla gestione della pandemia nelle Rsa e prepara i suoi dipendenti a nuove sfide per un’assistenza più qualificata
Cecina. Un periodo impegnativo per le Rsa, lo si è letto ovunque. La gestione dell’emergenza quotidiana e l’aggiornamento continuo delle regole da seguire, hanno messo a dura prova le strutture sanitarie e sociosanitarie: protocolli Covid, isolamenti, tamponi e monitoraggi continui sono andati ad aggiungersi all’ordinaria gestione dei processi di cura, alla qualità dell’assistenza, alla protezione e alla sicurezza di chi è in condizioni di forte fragilità: siano essi anziani, disabili o malati di Alzheimer. E in tutta questa complessità, immersi in un quotidiano fatto di una gestione scrupolosa per evitare il peggio, c’è anche chi pensa al futuro in una prospettiva nuova capace di migliorare i servizi offerti alle persone fragili e alle loro famiglie. Parliamo della Fondazione Casa Cardinale Maffi, organizzazione no profit di emanazione della Chiesa pisana che ha la sua sede direzionale a San Pietro in Palazzi a Cecina. «Pochi mesi fa abbiamo fatto partire un corso di formazione organizzato con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa rivolto agli operatori della Fondazione» racconta il Presidente della Maffi Franco Falorni «l’idea è sviluppare e incentivare la cultura del cambiamento e la consapevolezza delle responsabilità individuali e collettive rispetto all’ambientazione residenziale per capire come affrontare le sfide della presa in carico sociosanitaria». La Fondazione è un'istituzione antica che risale all’immediato dopoguerra e che ogni giorno si prende cura di circa cinquecento persone, dando lavoro a cinquecento tra dipendenti diretti e un indotto professionale di qualità: medici, psicologi, infermieri, ma anche fisioterapisti, tecnici della riabilitazione psichiatrica, terapisti occupazionali e poi ancora educatori, logopedisti, tecnici della neuro e psico motricità, musicoterapisti, animatori, e ovviamente amministrativi e personale addetto ai servizi alberghieri. «La Fondazione da tempo è impegnata – conclude Falorni – a trasformare questo mestiere in un'esperienza innanzitutto umana di servizio, e dunque in un bene comune più ampio a supporto dei nostri assistiti – che qui chiamiamo Fratelli e Sorelle preziose – , ma anche delle loro famiglie e in generale delle comunità di riferimento dei territori. Lavorare con cuore e passione significa prima di tutto dare centralità alla persona, alla professionalità, ma anche agli strumenti gestionali più avanzati. E così è nata l’idea di chiedere alla Scuola Superiore Sant’Anna di progettare un corso per 34 dei nostri operatori provenienti dalle strutture gestite dalla Fondazione: 4 strutture sanitarie, 2 per persone con problematiche psichiatriche, 1 unità per stati vegetativi e 1 centro ambulatoriale di riabilitazione per l'adulto e per l'età evolutiva a Collesalvetti». Il corso è partito a ottobre e si concluderà a maggio; si chiama Laboratorio di formazione manageriale per il middle management delle strutture sociosanitarie. Responsabile scientifica del progetto è la dott.ssa Sara Barsanti, assistente di ricerca proprio del Laboratorio MeS – management e sanità – dell'Istituto di Management del Sant'Anna di Pisa: «il corso vuole insegnare come una Rsa può funzionare in maniera efficiente ed efficace» sottolinea la ricercatrice. «Ci siamo concentrati sulla gestione manageriale delle risorse umane e sul lavoro di squadra per capire come si possano prendere decisioni in contesti complessi, a partire dagli studi di scienze comportamentali e di benessere organizzativo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
