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Parla la sorella di Ion Ignat Viti «Amava l’Italia, voleva viaggiare»
Orciatico. È’ grande il senso di dolore e sgomento suscitato dalla morte di Ion Ignat Viti, per tutti semplicemente Giovanni, che ha perso la vita in un incidente a soli 22 anni, la mattina del 18 gennaio, a Riparbella. Sulle cause della tragedia è stata aperta un’inchiesta. La vittima era di origini moldave e viveva a Lajatico da anni. «C’è un’inchiesta, e le autorità competenti ci hanno detto – perfino a noi famiglia – che non si può dire nulla» sono le parole della sorella Carlotta. Dopo la tragedia è stato spiegato che il telefono del 22enne era stato trovato aperto sui messaggi. Ma a fargli perdere il controllo della guida potrebbero essere stati altri motivi che l’inchiesta, appunto, cercherà di chiarire. «Incidenti stradali possano capitare a tutti, basta un colpo di sonno o una distrazione. Invece da come è stato presentato il fatto sembra che stesse usando il cellulare, cosa assolutamente non provata». Il dolore è fortissimo, difficile anche solo da pensare. «Mio fratello era un bravissimo ragazzo: venuto in Italia da piccolo, si era subito integrato e amava tantissimo l'Italia. Quando io (espatriata) gli dicevo che anche l’Italia, come tutti i paesi, era piena di problemi, lui mi diceva che l'Italia era un paese bellissimo, e che lui si sentiva al 100% italiano. Era molto fiero di avere un cognome italiano, e anche di parlare con l'accento toscano come noi, andava volentieri a scuola, leggeva moltissimo, e stava studiando il giapponese. Poiché io vivo in Cina, avevamo parlato molte volte dell'estremo oriente, e lui sognava di viaggiare, di studiare e di lavorare nel campo del turismo. E' questo che mi piace ricordare di lui» aggiunge Carlotta Viti.
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