Il Tirreno

monteverdi 

Un nuovo progetto per olio e prodotti tipici

G. P.

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Monteverdi. È di nuovo sul tavolo dell’amministrazione comunale il progetto De. Co. , la denominazione comunale che ha come scopo la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio mediante riconoscimento pubblico e logo distintivo. Un regolamento su misura per Monteverdi venne approvato dal consiglio comunale alcuni anni fa, va detto senza grande entusiasmo se è vero che furono soltanto due le De.Co assegnate – genericamente alla zuppa alla monteverdina e ad un’azienda produttrice di olio extravergine – e subito dopo il progetto venne chiuso in un cassetto. Ora riprende in mano la De. Co e s’impegna a rilanciarla Carlo Quaglierini, consigliere delegato al turismo, confortato da iniziative similari di diversi enti locali grandi e piccoli sparsi per l’Italia, superate anche certe resistenze regionali che vi vedevano lo scavalcamento di apprezzati marchi di qualità. Chiarito da subito che la De. Co è soltanto un’attestazione di tipicità, va anche ricordato che tale riconoscimento è consentito dalla legge statale n. 142 dell’8 giugno 1990, la quale «consente ai comuni la facoltà di disciplinare, nell’ambito dei principi del decentramento amministrativo, la valorizzazione delle attività agroalimentari». Esiste un regolamento-tipo predisposto dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani.

Per avviare la De. Co atto secondo, Quaglierini ha riunito in videoconferenza il sindaco Francesco Govi, alcuni operatori culturali come lo storico Alessandro Colletti, il presidente del circolo Badivecchia Riccardo Cassarri, il console toscano del Touring Club Damiano Landi. Punto di partenza della discussione la scrittura di un disciplinare dell’olio di produzione locale, che in fatto di tradizioni ha radici molto profonde, come ha ricordato Colletti: «Qui si coltivava l’olivo già al tempo di Walfredo nell’alto Medioevo». Ed oggi mette in competizione tanti piccoli coltivatori nel concorso annuale promosso da Badivecchia: «Siamo arrivati a sfiorare le 40 adesioni», ha puntualizzato il suo presidente Cassarri. Dunque la prima De. Co sarà per l’olio, «ma non solo – sottolinea il sindaco Govi – dobbiamo aprire anche ad altre tipicità locali e, magari, prima alle manifestazioni che promuovono i prodotti locali». Landi auspica un cambio del paradigma locale e invita a coinvolgere nell’operazione anche le grandi imprese dell’agroalimentare operanti sul territorio. Cassarri suggerisce all’amministrazione di approfondire nel nuovo piano strutturale, in corso di realizzazione, lo studio delle tipicità. Colletti s’impegna a predisporre uno schema di disciplinare per l’olio.

G. P.



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