Il Tirreno

Vestiti, usciamo... è l’ora del padel La scommessa del maestro di tennis

michele falorni

Tommaso Lupo, rosignanese, ex campione e ora tecnico della Fit, ha aperto un impianto in piena pandemia dedicato al nuovo sport 

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LA storia

michele falorni

Sono gli anni del padel e Tommaso Lupo, tennista di esperienza e di successo - da giocatore è stato classificato in Seconda categoria - ora tecnico nazionale Fit e istruttore dello sport inventato a Manhattan, ha inaugurato di recente il primo e ad oggi unico campo nel comune di Rosignano, di cui è proprietario e gestore con la famiglia, dietro al bowling della Mazzanta.

Un passo dalla pineta e due dal mare, di cui si sente il rumore.

Una scommessa vinta in partenza, lanciata durante e nonostante la pandemia, perché i numeri dicono che questa disciplina, simile ma non uguale al tennis sebbene si giochi con una racchetta e una palla, è in costante crescita.

«È una disciplina che attira i più giovani, anche ragazzini, che dopo una lezione possono subito affrontarsi in doppio; piace ai giocatori di calcetto, abituati agli scatti brevi, e agli appassionati della terra rossa e della sua moderna evoluzione, quella del campo sintetico, pronti a sfidarsi con tiri in controbalzo e chiusura dei punti al volo. Insomma è uno sport che va bene un po’ a tutti».

Iniziare una nuova attività in un periodo del genere, con la crisi e le chiusure da pandemia, è anche una sfida.

«In effetti sì, è una sfida, ma non al buio. Abbiamo capitalizzato il momento post pandemia, e visto come gli sport all’aria aperta, nel caso specifico il tennis e il paddle, abbiano catturato l’interesse di migliaia di praticanti. Sottolineo che l’investimento fatto con i miei genitori è mirato, perché questa zona offre numerose opportunità: ci sono i secolari pini e la spiaggia, la possibilità di raggiungere altri interessanti luoghi in poco tempo dopo avere giocato una partita. Considerata la richiesta, alta, a fronte dell’offerta, scarsa, abbiamo riempito un vuoto, costruendo l’impianto “Bowling padel club” a misura internazionale dove, nei prossimi mesi, organizzeremo i tornei».

Ha aperto da poco, durante le recenti vacanze di Natale. Che reazioni ha registrato?

«La struttura è già divenuta il riferimento per gli specialisti della racchetta piccola. Siamo aperti dalle vacanze di Natale e, in questa settimana, attiveremo la prenotazione via internet, affinché gli interessati – collegandosi al portale www. bowlingpadelclub. it – ottengano tutte le informazioni necessarie e scelgano le ore e i compagni per organizzare gli incontri».

Come si gioca? E intanto si dice padel o paddle?

«Si possiamo usare entrambi i termini per quanto il nome ufficiale sia Padel, visto che questo è il nome conferitogli dall'ideatore, ma anche Paddle può essere un termine corretto. Si gioca in genere due contro due, seguendo lo schema del doppio a tennis dopo avere imparato poche semplici regole. Il campo è chiuso da lastre trasparenti, utili per trovare nuove traiettorie. Basta avvicinarsi e seguire gli scambi per capire come funziona e poi provare con un minimo di pratica».

Se dovesse spiegare questa disciplina a una persona che non la conosce, cosa le direbbe?

«Direi innanzitutto che giocare è semplice in quanto il campo e le racchette sono più piccoli. Solo la palla è rimasta uguale al tennis. Il nostro obiettivo è ingrandirci e costruire un secondo impianto, forse entro l’anno, valutando se coprirlo. Ripeto, la domanda cresce, ma i circoli più vicini sono a Livorno, Cenaia, Cecina e Follonica e ora alla Mazzanta. In Italia, questa disciplina vanta un’alta percentuale di presenze femminili, inoltre aggrega perché è un punto di ritrovo. Dove, come nel mio caso, si rimane per scambiare due chiacchiere arricchite da consigli tecnici e bere qualcosa al bar dopo un’ora e mezzo di sano agonismo».

Lei è anche responsabile tecnico al Tennis club Castiglioncello, nella storia pineta Marradi. Come coniuga le due attività?

«Si amalgamano molto bene. La pineta Marradi è un luogo storico valorizzato dalla recente ristrutturazione. Io credo nello sport, nel tennis e in questa nuova disciplina come mezzo per incentivare il turismo coniugando benessere psicofisico e contatto con la natura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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