La protesta
Primi contagiati nelle Rsa, le misure per arginare la variante Omicron
Anziani isolati in due case di riposo dove è entrato il Covid Laura Brizzi (Sds): «La situazione è sotto controllo»
Sabrina Chiellini
ROSIGNANO. La contagiosità della nuova variante Omicron sta mettendo di nuovo a dura prova anche le Rsa dell’area che fa riferimento alla società della salute Valli Etrusche. In questa fase, dopo che l’ex direttrice Donatella Pagliacci, ha assunto un nuovo incarico a Bologna, il suo incarico è stato affidato, in via temporanea, alla dottoressa Laura Brizzi, che dirige i Servizi sociali dell’Asl Toscana Nord Ovest. In questa prima fase dell’anno (i dati sono aggiornati a lunedì 10 e un nuovo report ci sarà oggi) in tutte le Rsa dell’area vasta Nord Ovest sono stati registrati 210 casi di ospiti positivi, su un totale di 5.612 assistiti, mentre i casi tra gli operatori erano 13. La nuova ondata di contagi non ha trovato impreparati gli operatori che lavorano nelle Rsa che hanno fatto tesoro di quanto è avvenuto all’inizio della pandemia, quando gli anziani sono stati duramente colpiti dal Covid-19.
«La situazione al momento è sotto controllo – spiega la dottoressa Brizzi – laddove sono emersi i casi l’Asl è subito intervenuta, mettendo in atto i protocolli per la sicurezza degli ospiti e dei dipendenti, con l’intervento anche del personale delle Usca, unità speciali di continuità assistenziale».
I dati, considerato che ospiti e dipendenti delle Rsa sono vaccinati, sono abbastanza incoraggianti, stando ai report dell’Asl. «Nella settimana dal 3 al 10 le Rsa delle Valli Etrusche (circa 550 posti letto) non avevano registrato alcuni contagio. Era questa insieme all’Elba l’unica zona rimasta indenne dai contagi, pur in una fase dove si è registrato un picco nei contagi» aggiunge la responsabile dei servizi sociali.
La situazione è cambiata il 13 gennaio con i primi casi nella Rsa Il Molino di Rosignano con 13 anziani positivi asintomatici. Da definire il numero degli operatori in quanto sono ancora in corso i tamponi. «La struttura ha subito messo in sicurezza i pazienti positivi, attivando anche il team Usca e il personale del gruppo di supporto e verifica per la gestione dei pazienti con i coronavirus ricoverati in struttura. Al momento, stando al nostro monitoraggio, non si registrano criticità». I risultati dello screening del 13 gennaio hanno evidenziato 4 operatori positivi che lavorano nella Rsa Fattoria di Castello a Castelnuovo della Misericordia e 5 ospiti, questi ultimi subito messi in isolamento. Anche qui, infatti, sono scattate le procedure previste per arginare il rischio di nuovi contagi, così viene precisato. Al tempo stesso la società della salute, in accordo con la presidente Sandra Scarpellini e i sindaci dell’area a cominciare da Cecina, si è attivata per attivare posti letto di cure intermedie, da utilizzare per l’assistenza dei pazienti che possono non essere ricoverati, in modo da non gravare ulteriormente sugli ospedali che sono già sotto stress. I primi 12 posti di cure intermedie sono stati attivati a Campiglia e altri 20 nelle Rsa del Tombolo a Cecina con un accordo che prevede di aumentare i posti fino a 40 in caso di necessità, secondo il piano straordinario che è stato attivato per potenziare l’offerta di cure a pazienti con il Covid.
«Stiamo monitorando la situazione h24 – conclude Brizzi – la macchina delle verifiche come quella dell’assistenza è attenta e quando si presentano casi, finora tutti asintomatici e abbastanza facili da gestire, i pazienti vengono subito messi in isolamento per contenere al massimo il rischio di nuovi contagi».
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