Il Tirreno

Saldi, un avvio stentato «Presenze dimezzate»

Michele Faloni
Saldi, un avvio stentato «Presenze dimezzate»

Per Bartoli, presidente del Ccn “Cecina Centro”, è quasi un altro lockdown Ma già si pensa a organizzare la tradizionale fiera dello Sbaracco a febbraio

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Michele Faloni

CECINA. Non è il periodo giusto nemmeno per i saldi. L’inizio del 2021 e il presidente del Ccn “Cecina Centro” Roberto Bartoli confermano che anche in città gli acquisti a prezzi scontati sono diminuiti. In giro ci sono meno persone e l’economia ne risente subito, sebbene non manchino la scelta e la qualità dell’offerta. Un problema a cui è difficile dare una risposta, ma che fotografa la situazione attuale, estesa ben oltre i confini comunali. La crisi è iniziata da tempo, ma la pandemia le ha fornito altro terreno fertile, contribuendo in due anni a riscrivere la mappa non solo del commercio, punto di forza del nostro territorio. Una volta davanti ai negozi si formavano le file, complice la situazione sanitaria normale e la maggiore capacità di spesa. Finivano le vacanze di Natale e le famiglie attendevano impazienti il giorno in cui sarebbero iniziati i ribassi, sempre più consistenti con il passare del tempo. Da quest’anno non è più così, perché fatto il confronto con il 2021 il calo è vistoso. Non importa più uscire di casa in anticipo dopo avere visto i capi esposti in vetrina: agli ingressi la ressa è soltanto un ricordo e non ci sono assembramenti da nessuna parte. Anzi, nei corridoi e ai diversi piani, se ci sono, si passeggia tranquilli senza sfiorarsi, scegliendo senza fretta. «I saldi – dice Bartoli – non vanno bene, poiché la gente non esce e quindi non c’è affluenza. Serpeggia la paura del coronavirus e l’incertezza legata al periodo in cui viviamo e, così, le persone preferiscono rimanere a casa. Abbiamo iniziato il 5 gennaio, sono passati alcuni giorni ma gli esercizi commerciali sono poco frequentati. Non è certo una questione relativa alla merce: qui c’è sempre stata possibilità di scegliere tra cose ricercate. Manca il passeggio. Sottolineo però che questo non succede soltanto a Cecina, ovunque il quadro è purtroppo lo stesso. Manca proprio la volontà di uscire. Alla fine, è quasi un altro lockdown: aumentano i positivi e i timori, con la conseguenza che la gente scansa i luoghi una volta affollati. A occhio siamo al 50 per cento delle presenze in meno rispetto al 2021».

Il presidente del centro commerciale naturale, composto da 140 negozi, ricorda che l’anno scorso i risultati furono buoni, sebbene gli esercenti si fossero misurati a dicembre con il percorso a ostacoli dovuto alle chiusure. A gennaio del 2020, quando gli italiani pensavano che la pandemia dovuta al Covid sarebbe stata un fenomeno passeggero e la chiusura di tre mesi non era nemmeno ipotizzabile, filò tutto liscio fino, appunto, a marzo. Niente di paragonabile, però, al 2022, che ha fotografato la crisi. A disposizione per legge ci sono 60 giorni. Ma non è il tempo che manca: ci vuole chi, pure dai comuni vicini, arriva in città e volentieri spende. A proposito: e la Fiera dello sbaracco? Si farà come sempre a febbraio, periodo di carnevale? Bartoli afferma che ne parlerà con gli amministratori. «Se c’è il mercato del martedì – conclude – non vedo perché non dovremmo organizzarla. Darò la risposta nei prossimi giorni dopo l’incontro a Palazzo civico».

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