Italia
Non c’è più posto per le alghe Da smaltire quelle del 2020
SAN VINCENZO. Cresce e si fa più ingombrante. Anche la nuova amministrazione comunale di San Vincenzo deve fare i conti con la posidonia spiaggiata. Anzi, c’è una complicazione in più: la grande quantità di foglie di quercia e cerro finita sul litorale, nel tratto di mare a nord della barriera di sopraflutto del porto turistico.
Non si sono ancora concluse le operazioni di rimozione della posidonia accumulata nell’estate 2020. Ne resta ancora una parte stoccata a ridosso della scogliera di sopraflutto del porto. Ce ne erano circa 2mila metri cubi, adesso molti di meno. Una parte, lo scorso giugno, è finita in una sorta di trincea. Nella stessa sono stati sistemati anche i cumuli di sassi spiaggiati nel tratto di arenile interessato dai lavori, tra le concessioni La Perla del mare e Il Bucaniere. L’intervento ha seguito le indicazioni della circolare ministeriale numero 8838. La posidonia oceanica secca, depositata sulla scogliera, è servita a realizzare il sottofondo naturale alla spiaggia, al pari dei sassi portati sull’arenile dalle mareggiate. Al di sopra sono stati stesi 5mila metri cubi di sabbia prelevati da un accumulo a mare.
Quest’autunno le mareggiate hanno ammassato altro materiale vegetale a riva, nella zona a nord del porto ma anche nel tratto a sud, in corrispondenza della cosiddetta cella. Adesso ci sono anche le foglie di quercia e cerro su cui resta un punto interrogativo su come potranno essere gestite, salvo l’intervento del mare che dal litorale le disperda al largo.
L’intenzione dell’amministrazione Riccucci in tema di posidonia spiaggiata, invece, è di individuare dei punti di stoccaggio per fronteggiare le emergenze durante la stagione balneare, salvo rimetterla in sito per proteggere la costa nei mesi invernali dall’azione dell’erosione. La soluzione interesserebbe il tratto di litorale urbano mentre nella zona di Rimigliano non sarebbero previste operazioni di rimozione.
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