Attenzione
Morte all’ospedale tre donne con il Covid
Sono novantenni che avevano altre patologie, rimane forte la pressione sulle strutture sanitarie anche a Cecina
Cecina. Tre anziane donne sono morte all’ospedale di Cecina a distanza di poche ore l’una dall’altra dopo che erano diventate positive al Covid -19. Ognuna ha una storia particolare, dovuta non solo all’infezione ma anche allo scorrere degli anni e ad alcune patologie pregresse. Un quadro clinico già compromesso, aggravato dalle conseguenze del coronavirus. Le prime due anziane sono morte l’altro pomeriggio, si chiamavano Maria Grazia Menichelli, novantenne, residente a Piombino, e Neva Geri, 78 anni, residente a Castelnuovo Valdicecina anche se da qualche tempo si era trasferita da un familiare nella zona di Piombino. A queste due vittime si è aggiunta, nelle ore successive anche una pensionata di Cecina anche lei di circa novantanni, della quale ancora non è stato reso noto il nome, i cui familiari abitano nella zona di San Vincenzo.
Anche l’ospedale di Cecina continua ad essere sotto pressione in questi giorni, mentre il pronto soccorso continua a ricevere cittadini positivi al Covid, in particolare alla variante Omicron che si diffonde con rapidità.
I posti letto che la direzione dell’ospedale e quella dell’Azienda Asl Toscana Nord Ovest hanno riservato ai pazienti positivi alla malattia virale sono costantemente occupati. Si tratta di 28 posti, di cui quattro nella terapia intensiva. Circa il 66% dei pazienti che hanno avuto bisogno di un ricovero, stando ai dati forniti dall’Asl, non risultano vaccinati.
I numeri sono in continua crescita: negli ospedali dell’Asl nord ovest i ricoveri per Covid-19 all’11 gennaio sono in totale 268 (il 4 gennaio erano 231) di cui 35 in terapia intensiva (il 4 gennaio erano 30).
Gli anziani restano i più vulnerabili, come i numeri e le storie hanno raccontato a cominciare dalla prima fase della pandemia.
Leggendo i dati dell’ultimo report sulla mortalità Covid dell’Istituto Superiore di Sanità del 30 marzo 2021, l’età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-cov-2 era 81 anni, un po’ più alta di quella registrata durante la prima ondata. La stragrande maggioranza dei decessi (97%) riguarda persone con una o più malattie pregresse all’infezione. Quindi non solo anziani, ma anche malati e sofferenti.
Un quadro che preoccupa e che richiede costanti aggiornamenti e un continuo monitoraggio dei bisogni per rispondere a una domanda di assistenza che probabilmente è destinata ad aumentare anche nelle prossime settimane.
Ogni giorno gli amministratori comunali si confrontano con il personale Asl per affrontare le diverse situazioni, ora che il sistema, a cominciare dal tracciamento dei casi positivi, è sempre più in crisi. Anche ieri sindaci e Società della salute della Valli Etrusche hanno affrontato temi legati alla pandemia, all’assistenza dei malati e delle persone più fragili.
L’ospedale è stato costretto a riorganizzare alcuni servizi e a sospendere certe specialistiche.
Difficile pensare che in questo contesto le liste di attesa possano ridursi, specialmente ora che alcune prestazioni sanitarie sono state ridotte o tagliate a causa del Covid.
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