Gioco
“A te e famiglia” Una foto cartolina per scacciare la paura del virus
Saveria Pardini, fotografa e creativa di Castiglioncello ha reinventato gli auguri per le feste. Ecco come
Alessandra Bernardeschi
CASTIGLIONCELLO. Un sorriso dietro l’altro per cercare di spezzare la cappa opprimente che, in un modo o nell’altro, si porta dietro questa epidemia da Covid; epidemia che sembra non avere mai fine.
Con questa finalità e pensando alle fotografie dei pranzi di Natale di quando era bambina, la castiglioncellese Saveria Pardini, fotografa creativa - la prima iniziativa fu Happy danding, era il 2012 – e contitolare di Foto ottica Controluce, ha lanciato l’iniziativa “#a Te e famiglia”. Iniziativa terminata pochi giorni fa. Tutti in posa per la “classica” ma rivisitata foto di Natale. Un fondo addobbato per le feste, ed ecco che la magia comincia...
Intere famiglie, fratelli e sorelle, zii e nipoti, fidanzati ma anche cani, gatti, conigli e persino galline accompagnati dai loro padroni, per un attimo, il tempo nel necessario per scattare alcune foto, si sono fatti immortalare in un sorriso, in un gesto affettuoso, un gesto di speranza. Con buffi cappelli in testa, con maglioni colorati, i bambini sono stati i protagonisti indiscussi di questa iniziativa.
Perché a te e famiglia?
«Il titolo è stato scelto proprio perché ironico: è la risposta scontata, “a te e famiglia” di quando a Natale si fanno gli auguri. Più di cento persone, in pochi giorni, mi hanno contattata per farsi fotografare in un momento particolare, com dil Natale, con le persone più care».
Un evento corale per Castiglioncello. La formula vincente?
«Sono stati tanti quelli che mi hanno aiutata ad allestire il set fotografico; c’è chi mi ha portato le luci di Natale da appendere, chi le candele, chi le piante di abete, chi le corone da appendere e c’è mi ha regalato composizioni con alloro e candele. Tanti davvero quelli che devo ringraziare».
Dopo l’allestimento del set sono arrivati gli appuntamenti?
«Ne sono arrivati tanti. Ho lavorato anche il giorno di Natale perché ci sono state famiglie che, terminato il pranzo, si sono volute scattare una foto ricordo con nonni, zii, genitori e figli. Mi sono venute in mente le fotografie dei miei pranzi di Natale quando il mio babbo chiamava il fotografo Pino Perrone per immortalare la famiglia riunita. Il pranzo di Natale è un momento particolare».
Lo spettacolo più bello?
«Me lo hanno regalato i bambini con i loro sorrisi. Qualcuno si è voluto far fotografare con il fratello o la sorella, altri con gli animali di casa. In particolare due bambini, un fratello ed una sorella, sono arrivati con una gallina: la cocca di casa».
Come sono arrivati per farsi fotografare?
«Vestiti con maglioni natalizi, cappello di babbo Natale in testa, dietro a stoffe tartan rosso fuoco tutti, grandi e piccini si sono messi in gioco. Tanti si sono fatti fotografare anche con i cuccioli pelosi di casa perché anche quello verso gli animali è amore e tutti mi hanno lasciato qualcosa di positivo». Immortalare un momento di gioia, lasciarsi andare, scacciare i pensieri pesanti e muoversi, anche se per qualche minuto, in leggerezza.
Farà il bis?
«Mi piacerebbe riproporre l’iniziativa per Carnevale ma visti i numeri crescenti dell’epidemia credo che anche quest’anno il Carnevale non verrà festeggiato. Un altro momento particolare sarebbe quello di San Valentino, la festa dell’amore. Tutte iniziative positive perché questa epidemia, alla fine ci sta rendendo tutti più brutti, ci sta togliendo la leggerezza ed i sorrisi».
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