Il Tirreno

La tragedia di Ponteginori 

Incidente di caccia ricostruiti i soccorsi

S.C.
Incidente di caccia ricostruiti i soccorsi

La Procura acquisisce dal 118 la prima telefonata di aiuto e i nomi di chi è intervenuto dopo la morte di Ghilli

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PONTEGINORI. In attesa dell’autopsia, che probabilmente si svolgerà oggi, vanno avanti le indagini della Procura per ricostruire il drammatico incidente di caccia costato la vita a Cristian Ghilli, 19 anni, di Ponteginori. La tragedia è avvenuta il pomeriggio di Befana intorno alle 17, nei boschi in località Gello, tra Ponteginori e Montecatini Valdicecina. Boschi che la vittima, come il padre e il nonno, grandi appassionati di caccia, conosceva bene. Oltre a disporre l’autopsia, che potrà chiarire le cause della morte del giovane, la Procura ha disposto una serie di accertamenti che riguardano i momenti successivi alla richiesta di soccorso. Ha quindi richiesto l’acquisizione delle telefonate arrivate alla centrale dell’emergenza, in particolare al 118, per segnalare l’incidente e la richiesta di un’ambulanza da inviare lungo la strada 68. Tant’è che inizialmente il personale dell’emergenza aveva pensato a un incidente stradale e quando il medico è arrivato sul posto si è reso conto che il 19enne aveva una ferita d’arma da fuoco. Oltre all’audio delle telefonate la Procura ha chiesto i nomi e i numeri di telefono dei soccorritori, intenzionata dunque a sentirli per mettere a fuoco i momenti successivi alla tragedia e avere una ricostruzione completa dell’incidente.

E’ stato il padre Samuele il primo a soccorrere Cristian. E’ di una donna la prima telefonata ai soccorritori. La dinamica ricostruita è semplice nella sua tragicità: Ghilli inciampa mentre raccoglie dei bossoli e scivola alla fine di una giornata di caccia. In questo frangente si colpisce all’addome da un colpo di fucile calibro 12. Il disperato tentativo dei chirurghi dell’ospedale di Cecina per ridurre le conseguenze dello sparo purtroppo non serve a salvare la vita del promettente campione di tiro.

Sono giorni di grande strazio per la famiglia di Cristian e per quanti lo hanno conosciuto. In attesa del funerale, che potrà svolgersi solo quando la Procura di Livorno rilascerà la salma, molti sono vicini alla famiglia Ghilli.

«Purtroppo la vita ci mette spesso davanti a fatti che non possono che lasciare in tutti noi, sgomento e incredulità – dice Marco Salvadori, presidente regionale di Federcaccia – Il mondo del tiro a volo Toscano e Nazionale e l’intera comunità di tutti i cacciatori è stata colpita da un lutto straziante che lascia attoniti. Solo pochi mesi fa, avevamo festeggiato la vittoria di Cristian, giovane eccezionale tiratore, i suoi risultati sportivi. A Lima in Perù, Cristian si era aggiudicato quest’anno il titolo di Campione del mondo nella specialità Skeet a seguito di un percorso agonistico di eccellenza. Amava la caccia, passione trasmessa dal nonno, storico dirigente della Federcaccia di Ponteginori e, grazie al presidente della Federcaccia di Capannoli, Roberto Salvini, era riuscito a metterla in pratica conseguendo l’abilitazione ed il porto d’armi per uso venatorio nel 2017». Marco Salvadori e il presidente di Federcaccia Pisa, Alfonso Papa, la Confederazione Cacciatori Toscani e l’intero mondo venatorio e del tiro a volo, piangono la perdita di un grande amico, un campione. «Ci stringiamo al dolore della famiglia, consapevoli che Cristian, rappresenterà un esempio e un riferimento per la nostra comunità».

S.C.

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