La protesta
«Il teatro è la vita noi all’Ordigno restiamo aperti»
L’intervista. Il direttore della sala di Vada Franco Santini «Gli spettatori esibiscono il Green pass, ma hanno paura»
Federica Lessi
VADA. Anche durante la quarta ondata di coronavirus i teatri restano aperti, presìdi di cultura del territorio. Resistono portando avanti il programma tra restrizioni e quarantene, pagando la diffidenza delle persone verso i luoghi di vita sociale, per il timore di entrare in contatto con il virus.
Tra questi l’Ordigno, una delle sale più popolari del territorio, che ha iniziato il programma il 31 ottobre con spettacoli a cadenza almeno settimanale, registrando un calo di pubblico senza precedenti. Il direttore Franco Santini racconta come il teatro, che vive di incassi con un minimo contributo annuo del Comune di Rosignano Marittimo, affronta l’ultima ondata.
Come vi ha colto il nuovo picco di contagi?
«Questa nuova ondata, per molti versi imprevista, ha presentato problematiche diverse. I teatri sono aperti, in zona gialla con capienza al 50 per cento e con obbligo per gli spettatori di indossare la mascherina FFP2, ma abbiamo registrato comunque un dimezzamento delle presenze, anche con il biglietto d’ingresso a costo ridotto. È stato un fenomeno nuovo per l’Ordigno, che ha sempre avuto in media tra 80 e 90 spettatori a serata».
Dopo quest’ultima pausa festiva come si presenta la ripresa delle attività?
«Abbiamo riniziato il 6 gennaio ma i contagi sono aumentati subito in gran misura, quindi comprendiamo il timore del pubblico per il virus e le quarantene, che sono un problema reale anche per noi operatori».
Il cambiamento di afflusso c’è stato ad inizio stagione o dopo l’introduzione del super Green pass il 6 dicembre?
«La situazione è stata difficile sin dalla prima apertura. Le persone che vengono in teatro possiedono tutte il super Green pass e lo mostrano appena sono sulla porta d’ingresso con correttezza e con orgoglio. Quindi non credo che sia quella la causa della diminuzione di presenze ma il timore di entrare in contatto col virus.
«Abbiamo però avuto tante dimostrazioni di affetto, molti ci hanno incoraggiato a non mollare per poter avere un’alternativa alle serate vuote, specialmente nei giorni festivi».
Siete stati costretti a cambiare la programmazione a causa del Covid?
«Purtroppo ci sono stati cambiamenti di programmi dovuti a problemi di quarantena di musicisti e attori. Abbiamo dovuto sostituire alcuni spettacoli all’ultimo momento. Per fortuna il pubblico si è dimostrato ugualmente soddisfatto e soprattutto molto comprensivo».
Come si comportano le persone in sala?
«Il pubblico dal controllo del green pass all’ingresso alla presenza in sala ha sempre dimostrato un comportamento corretto e responsabile. Questo ci conforta molto per andare avanti in piena sicurezza, sia per gli spettatori ma anche per gli stessi organizzatori. Abbiamo sempre cercato di ironizzare su questi aspetti, e di avere comportamenti rilassati e tranquillizzanti».
Le attività con le scuole si svolgeranno regolarmente?
«Al momento sono confermate quelle con le superiori, mentre quelle con gli alunni delle elementari probabilmente saranno spostate più avanti».
Ospitate anche corsi, attività culturali e sociali. Come proseguono?
«Quasi tutte le attività sono confermate e stanno andando avanti con regolarità. Abbiamo avuto casi rari di persone non vaccinate che non hanno potuto continuare ad avere accesso in teatro.
«Ci auguriamo che le prossime restrizioni previste possano finalmente convincere tutti a vaccinarsi».
C’è il rischio, con il protrarsi dei contagi, di nuove chiusure per lo spettacolo?
«Il teatro, il cinema e tutte le attività culturali non possono continuare ad avere battute di arresto. Prima di tutto perché la cultura è necessaria per dare alla nostra società prospettive di progresso che purtroppo il momento storico non dimostra di avere in abbondanza. Secondariamente per assicurare ai molti lavoratori del settore un reddito sufficiente a mantenere una vita normale. Sono fiducioso però che ce la faremo, il teatro è un luogo sicuro, invitiamo le persone a tornare».
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