Sicurezza
San Vincenzo, foglie di quercia spiaggiate: litorale reso impraticabile
Il fenomeno nel tratto a nord della barriera di sopraflutto del porto turistico. Dito puntato sull’esteso taglio del bosco sulle colline a monte dell’abitato
SAN VINCENZO. Arrivano dal mare, ma scendono dalle colline. Questo il percorso delle foglie di quercia e cerro spiaggiate nel tratto di mare a nord della barriera di sopraflutto del porto turistico di San Vincenzo. Lì dove in genere finisce la posidonia sono arrivate le foglie dai boschi a monte dell’abitato. Una quantità importante. Una distesa a perdita d’occhio, che pone più di un problema all’amministrazione comunale su come gestirla. Che il materiale sia sceso a valle portato dalla piena alimentata dalle piogge dei giorni scorsi, che ha finito per gonfiare i fossi in zona Conchiglia, non c’è alcun dubbio. Il resto lo hanno fatto le correnti marine depositando le foglie dove in genere finisce la posidonia. La dimensione del fenomeno però è tale che ha poco di naturale. A memoria chi frequenta quel tratto di litorale non ricorda che sia mai accaduto.
Sulla posidonia le indicazioni sono chiare. Lasciarla lì dove si spiaggia per contribuire a ridurre l’azione di erosione e proteggere la spiaggia. La stessa funzione potrebbero svolgerla anche le foglie di quercia e cerro. Eppure, al netto di mareggiate che riescano a portare e disperdere tutto quel materiale vegetale in mare aperto, in vista della prossima stagione balneare ci sarà da porsi il problema di come gestirle. E se è accaduto una volta il fenomeno potrebbe ripetersi. Che cosa è cambiato in questi mesi perché una così gran quantità di foglie sia finita sulla spiaggia? L’unica novità sono le estese operazioni di taglio del bosco sulle colline a monte dell’abitato. Un intervento autorizzato, ma che inevitabilmente ha modificato i percorsi dell’acqua piovana da monte al mare.
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