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«Domani scuola in presenza Il Mattei riparte in sicurezza»

La dirigente Tramontani confida nella prevenzione «Serve l’anagrafe vaccinale per tutti gli studenti» Restano 4 insegnanti no vax

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rosignano. «Non perdiamo la testa, non c'è alcun motivo di allarme ingiustificato», rassicura la professoressa Daniela Tramontani, dirigente scolastica del Mattei.

Con il decreto Covid del 5 gennaio, il governo cambia ancora le regole per la gestione dei casi di positività nelle scuole e per l'eventuale ingresso in didattica a distanza, e stanzia a livello nazionale 92 milioni e 505 mila euro per test rapidi gratuiti e l’attività di tracciamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Ma le nuove misure non convincono a pieno, specialmente sulla base dei nuovi contagi giornalieri (ieri a Rosignano erano 74), quanto all'opportunità di riaprire le scuole a partire da domani. E molti presidi in Italia hanno lanciato un appello per rinviare la campanella, almeno finché la curva dei contagi non si abbasserà.

«La didattica in presenza rimane la nostra priorità», ribadisce però la dirigente, che rispetto all'alternativa (la Dad) si pronuncia così: «La considero un disastro e una perdita grave per l'apprendimento degli studenti».

Meglio prevenire che curare, recitava il tormentone della pubblicità. E Tramontani è sicura del lavoro fatto per tempo: «Fra gli scorsi mesi di agosto e settembre abbiamo messo a punto un protocollo di sicurezza serratissimo, con il quale non ho dato il permesso di attivare i progetti in cui era previsto che i ragazzi si mescolassero fra classi diverse. All'intervallo poi – aggiunge – gli studenti possono andare fuori in giardino».

Omicron, del resto, non è Delta. «La pandemia è cambiata, e noi dobbiamo imparare a convivere con questa variante del virus», spiega la dirigente, relegando al passato l'"autogestione" della quarantena nei plessi di sua competenza: «Rispetto alla situazione dell'anno scorso è tutto un altro mondo. Abbiamo i vaccini per i ragazzi e un'adeguata spinta sociale verso la vaccinazione. Il resto si vedrà».

Una condizione, però, pone Tramontani: «La scuola deve essere messa in grado di conoscere lo stato vaccinale degli studenti, così come è in grado di farlo per il personale docente».

L'anagrafe vaccinale dei ragazzi potrà dunque essere un tassello prezioso nel mosaico del Mattei. Quella del corpo docente invece «segnala quattro insegnanti non in regola su 180; ma anche quello è un dato che cambia, può darsi che si mettano in regola», precisa la dirigente, che conclude: «Un solo insegnante è un "no vax vero"».

E Tramontani, infine, ribadisce: «Il decreto del 5 gennaio definisce le regole, e con questi numeri noi apriamo».

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