Il Tirreno

l’appello di Fials 

«Subito un piano assunzioni per bloccare gli sfruttamenti»

«Subito un piano assunzioni per bloccare gli sfruttamenti»

Il sindacato ricorda alla direzione dell’ospedale di Cecina che la direttiva della Regione non prevede limiti di bilancio per nuove chiamate di personale

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cecina. La situazione attuale, caratterizzata dalla recrudescenza dei contagi da Covid, preoccupa il sindacato Fials perché ancora una volta la Usl Nord Ovest si è mostrata impreparata in quanto sprovvista di un piano previsionale di interventi specifici e ciò non trova giustificazione a due anni dal manifestarsi della pandemia. La situazione non può continuare ad essere gestita da questa direzione aziendale che si è dimostrata incapace di prevenire con scelte adeguate sia in termini di strutturali che di personale il prevedibile evolversi dei contagi.

Nel 2020 in piena fase pandemica, mentre come Fials ritenevamo opportuno concentrare le attività Covid negli ospedali provinciali, la Direzione Aziendale aveva deciso di spostare rapidamente il personale amministrativo per liberare spazi dentro l’ospedale per attrezzarli specificatamente per i Covid con percorsi specifici ed isolati in ottemperanza al Decreto Legge n.34/2020.

Che fine ha fatto quel progetto? I finanziamenti per l’edilizia Covid come sono stati spesi? Perché ancora una volta si chiudono reparti per fare spazio ai malati contagiati? E perché non si assume il personale necessario senza toglierlo dagli altri reparti?

La direttiva dell’assessorato regionale alla salute del 30 dicembre ha espressamente precisato che per le assunzioni finalizzate a questa nuova ondata di contagi non sono posti limiti di bilancio.

Per il Fials è urgente un piano assunzioni straordinario.

La direzione aziendale della Usl, invece decide di non investire su nuove assunzioni ma continua a sfruttare infermieri ed Oss, costretti a saltare i riposi, a prolungamenti forzati dell’orario di lavoro, a rientrare dalle ferie.

Personale a cui viene chiesto un impegno straordinario senza sufficienti garanzie in termini di sicurezza lavorativa e senza riconoscimenti economici come le indennità di malattie infettive o il pagamento degli orari aggiuntivi.

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