Sicurezza
Parchi, appello ai Comuni soci Riccucci chiede un’assemblea
Il confronto sulla società per la nuova giunta deve avvenire in tempi stretti «Servono una strategia condivisa e risorse economiche per darle autonomia»
SAN VINCENZO. Serve un’assemblea urgente dei soci Parchi Val di Cornia. La richiesta parte dal Comune di San Vincenzo per confrontarsi sull’imminente futuro della società. Una novità, in scia al cambio di amministrazione avvenuto con il voto del 3 e 4 ottobre, considerato che l’ente dal 27 febbraio 2020 aveva voltato pagina stabilendo la gestione diretta del parco di Rimigliano e degli immobili nell’area naturale costiera, sfilandoli dalla Parchi.
La richiesta arriva in scia al convegno del 15 dicembre organizzato al teatro Concordi di Campiglia Marittima, appuntamento nell’ambito del quale «si è aperta una discussione sul futuro della Parchi – sottolinea il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci – che per ora si è subito chiuso senza seguito concreto». E prosegue: «La Parchi è un patrimonio per tutto il territorio, ma è anche una società in crisi profonda e strutturale. Pur ritenendo che una pluralità di concause abbia portato a questo risultato, non c’è dubbio che i due nodi che la politica deve sciogliere sono l’esistenza di una strategia condivisa sulla funzione e sugli obiettivi della società e la garanzia delle risorse economiche che garantiscano autonomia alla Parchi».
Il passo di Riccucci sembra evidenziare una diversa prospettiva rispetto alla linea della precedente amministrazione guidata da Bandini, che non aveva mancato di alimentare il dibattito, tutt’ora in corso, sul futuro della Parchi. E che l’allora amministrazione comunale sanvincenzina aveva difeso sottolineando che per anni aveva «lamentato lo stato di cattiva manutenzione del proprio parco, con risultati totalmente inefficaci». L’occasione di riprendere la gestione diretta di Rimigliano si era presentata alla scadenza a fine 2019 del contratto di servizio con cui si regolano la gestione, valorizzazione e godimento pubblico del sistema dei parchi e musei della Val di Cornia affidati alla Spa.
Tornando all’attualità Riccucci ritiene imprescindibile avere chiarezza sull’esistenza di una strategia condivisa «sulla funzione e sugli obiettivi della società e la garanzia delle risorse economiche che garantiscano autonomia alla Parchi». E conclude: «Se questi nodi non verranno sciolti quanto prima, la condanna della società Parchi è imminente e la responsabilità politica della scomparsa di un progetto fondamentale nella prospettiva di una reale diversificazione economica della zona, ricadrà sugli attuali amministratori non diversamente da quanto i meriti per la creazione di quello strumento restano riconosciuti agli amministratori di allora. Per operare al meglio una società deve avere una chiara strategia, autonomia economica e una sana libertà d’azione, ad oggi mancano tutte e tre le condizioni fondamentali e i miracoli non si possono pretendere. Nell’incontro richiesto speriamo si possano chiarire le reali intenzioni dei Comuni soci per valutare le ricadute a breve e medio termine». M.M.
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