Il Tirreno

sale la pressione sull’ospedale 

Tutta Rianimazione dedicata al Covid, dimezzata l’Utic

Giulio Corsi

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Giulio Corsi

CECINA. Anche all’ospedale di Cecina – dopo quello di Livorno – è scattato l’allarme rosso: nel tardo pomeriggio di ieri tutta la Rianimazione è stata riservata ai pazienti Covid. In serata, dei quattro letti disponibili, tre erano occupati da persone con gravi patologie polmonari causate dal virus, tuttienon vaccinate e relativamente giovani, tra i 50 e i 60 anni.

È una mossa che la direzione ospedaliera ha tentato di rinviare il più possibile in modo da salvaguardare il resto dell’attività ospedaliera, ma l’afflusso di malati continua a crescere e non c’era più possibilità di tenere due sole postazioni di Terapia Intensiva dedicate al Covid. Il pronto soccorso è in affanno, la Medicina è piena e i pazienti gravi continuano ad arrivare.

La decisione ha una pesante ricaduta anche sul resto del presidio di via Curtatone. In particolare sulla Rianimazione cosiddetta pulita, quella cioè in cui vengono ricoverati i pazienti post operatori o con problematiche acute di altra natura, che è stata trasferita all’Utic, a sua volta dimezzata. In sostanza: due letti dell’Utic mantengono la propria funzione per le patologie cardiache acute, mentre gli altri due diventano letti di Rianimazione. Sperando che non ci siano contemporaneamente tre episodi di infarto e due interventi chirurgici...

Fino a ieri l’ospedale aveva retto, ma già in alcune occasioni era stato costretto a inviare pazienti in altri presidi dell’Asl Nord Ovest. Adesso però la situazione dei ricoveri sta peggiorando ovunque.

Nonostante ieri si siano registrati meno contagi (20 a Cecina, 33 a Rosignano contro i 55 e gli 86 del giorno precedente) le previsioni sono preoccupanti. Perché la prossima settimana sono attesi gli effetti dei contagi a cene e cenoni di Capodanno, come in questi giorni sta arrivando in ospedale chi si è infettato per Natale.

Il rischio è che l’ondata dei contagi resti alta ancora per un po’ e di conseguenza la pressione sull’ospedale, complicata dal fatto che i tempi di ricovero per questi malati sono molto lunghi.



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