Toscana
Bolgheri piange Ziliani L’uomo delle bollicine che voleva fare il rosso
BOLGHERI. La notizia della morte, a 90 anni, di Franco Ziliani, fondatore con Guido Berlucchi dell’omonima maison della Franciacorta, negli anni Cinquanta, si è diffusa fino a Bolgheri. A Ziliani si deve lo sviluppo e la crescita della Denominazione che si ispira allo Champagne in Italia, il suo sogno era proprio quello. Enologo e pioniere, si era formato alla scuola di Alba non smettendo mai di sperimentare. Tanto che era arrivato a Bolgheri, in Toscana, nel 2003, dopo una breve esperienza nel Chianti Classico. Qui ha acquistato l’azienda Caccia al Piano, una vecchia casa di caccia appartenuta ai della Gherardesca che si trova proprio sulla Strada provinciale bolgherese, la strada del vino. Nel 2015 è stata conclusa la realizzazione della cantina da lui voluta e seguita in tutte le fasi di sviluppo.
Oggi il gruppo è nelle mani dei figli Arturo, Cristina e Paolo che in particolare si occupa proprio della parte bolgherese. Piemontese di origine, Ziliani, si innamorò di Bolgheri convinto di poter finalmente fare un ottimo vino rosso. Non era convinto invece sulla bollicina. Ma i tempi sono maturati e quest’anno Caccia al Piano ha lanciato anche il prototipo della prima bollicina bolgherese. Franco Ziliani ha reso celebre in tutto il mondo una porzione di territorio Bresciano e il suo vino. «Ha rivoluzionato le sorti di un' intera regione vinicola, creando i moderni vini di Franciacorta e dando così un nuovo destino al territorio delle colline intorno al Lago d'Iseo», ha ricordato in una nota la Guido Berlucchi spa. Nel 2021 Ziliani aveva festeggiato il 60esimo anniversario della prima bottiglia di Franciacorta creata, seguendo le orme francesi, subito dopo «nacquero le prime 3.300 bottiglie di Pinot di Franciacorta, il germe di quello che sarebbe diventato in seguito uno dei nuovi territori enologici di qualità italiana più importanti e del successo odierno del Franciacorta Docg», come ha ricordato la famiglia.
Proprio quest’anno la cantina Berlucchi ha ottenuto il riconoscimento della guida Gambero Rosso come miglior cantina dell’anno. Sulla vocazione del territorio bolgherese era sempre stato convinto, dando ragione al suo amico e collega Giacomo Tachis. «Il bordolese in Toscana e a Bolgheri in particolare – aveva raccontato lo stesso Franco Ziliani in una intervista pubblicata qualche anno fa a Bolgheri News – e il segno di Tachis, è riuscito a far credere ed investire in questa nuova esperienza. Siamo stati molto simili in questo, in due territori completamente diversi. C’è qualcosa che fa scattare in qualche uomo l’idea e poi parte il resto, che porta al meccanismo d’investimento e produzione, come in questo caso. Le potenzialità sono molto buone. Dallo scorso anno, in particolare, guardo bene da vicino la produzione e noto grande gradevolezza. Una caratteristica che è alla base dei miei vini, e che, alla lunga vince». E c’erano due vitigni a cui amava dedicarsi a Bolgheri: il Merlot e il Cabernet Franc. Era pronto a sperimentare ancora a Bolgheri come in Franciacorta.
Divina Vitale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google