Il Tirreno

sanità 

Società della salute, orizzonte di sei mesi per garantire il servizio

Manolo Morandini

Addio di Pagliacci, nominata all’unanimità la facente funzione Brizzi  Il bando per nominare il nuovo direttore uscirà a gennaio

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Manolo Morandini

castagneto. Garantire a tutti l’accesso alle prestazioni. Si è data sei mesi la Società della salute Valli Etrusche (Sds) per centrare l’obiettivo avvalendosi della consulenza di Federsanità. All’organo tecnico di Anci sarà chiesto di contribuire allo sviluppo della qualità ed efficacia dei servizi di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale che porterà alla creazione di un regolamento. Il passo dell’assemblea dei soci della Sds è tornato unitario dopo mesi di stallo e frizioni. «C’è la consapevolezza della parte politica e tecnica di essere chiamati all’appello finale», dice la presidente Sds Sandra Scarpellini. Che aggiunge: «Dovremo definire nuovi modelli organizzativi dei servizi. C’è una disomogeneità sul territorio che non è più tollerabile».

Il 21 dicembre è stato l’ultimo giorno in servizio di Donatella Pagliacci, che il 30 novembre si è dimessa da direttrice della Sds per assumere un nuovo incarico. Al suo posto come responsabile facente funzione è stata votata all’unanimità Laura Brizzi, direttrice dei Servizi sociali dell’Asl Toscana Nord ovest. Tre mesi il suo orizzonte. Periodo entro il quale si conta di arrivare alla pubblicazione dell’avviso per individuare il sostituto dall’apposito albo regionale. «Entro gennaio contiamo di arrivare all’individuazione del candidato che dovrà essere nominato di concerto con il presidente della Regione Toscana». Tra gli scogli che i sindaci si sono impegnati a superare entro il 2022 c’è la differenza di contribuzione pro capite, la cifra che ogni comune versa alla Società della salute in rapporto al numero di residenti. In Val di Cornia è di 40 euro mentre nella Bassa Val di Cecina si attesta a quota 44 euro. La misura di differenze da colmare la dà il criterio di accesso ai posti letto convenzionati nelle residenze sanitarie assistite: in Val di Cornia il riferimento è l’Isee mentre in Bassa Val di Cecina ci si basa sul reddito, criterio che non tiene conto per esempio delle proprietà immobiliari. Sul fronte dei servizi, dall’assistenza domiciliare a quella di anziani e disabili, tutti gli appalti sono stati prorogati di sei mesi in attesa di definire bandi di gara sulla base dei modelli che emergeranno dal lavoro con Federsanità. «Si tratta di avere un quadro dei bisogni reali della popolazione e come assolvervi con soluzioni nuove, che tengano conto di questi due anni segnati dalla pandemia – spiega Scarpellini –. Partire dai servizi socio assistenziali non significa aver messo da una parte il tema degli ospedali, aspetto che si deve coniugare e integrare con il territorio». Tra i fili da riprendere in mano c’è quello della partecipazione. «La situazione pandemica sconsiglia di creare situazioni di assembramento ma dopo le festività riprenderemo il dialogo con la consulta del terzo settore – conclude la presidente Scarpellini –. Dopo la fusione tra le due Sds Bassa Val di Cecina e Val di Cornia nel 2018 i rapporti non hanno avuto seguito, invece si tratta di organismi importanti così come dovremo fare dei passaggi con i sindacati e le associazioni».

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