Il dolore
Addio a Guido Pesce Ex vicesindaco di Bibbona e per anni cuoco in ospedale
Viveva alla California e tra gli anni Settanta e Ottanta era stato amministratore con il Partito socialista Tanti messaggi alla figlia
BIBBONA. Per alcuni era Guido. Per molti, chef Guido. Per tutti, il “re” della California. La scomparsa di Guido Pesce, alle soglie dei 90 anni, ha scosso dalla fondamenta la comunità della frazione, dove la famiglia abitava nella casa lungo la vecchia Aurelia, e di Bibbona, dove Guido era stato vicesindaco iscritto al partito Socialista a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta.
Ma Guido era un personaggio notissimo anche a Cecina. Per tanti anni aveva lavorato come cuoco all’ospedale, preparando migliaia di pasti per i degenti: una passione, quella per la cucina, che era diventata un lavoro e che, una volta in pensione, aveva continuato ad essere la sua stella polare: cucinava per i familiari, per gli amici.
«Meticoloso, preciso sul lavoro – lo ricorda un ex collega all’ospedale, Daniele Cavallini – sono stato accanto a te per cinque anni. Eri sempre di un buon umore contagioso, lavorare con te era un piacere sempre pronto alla battuta per sdrammartizzare».
«Quando c’era il cacciucco, ti chiedevo di farne un po’ di più perchè riuscissi a mangiarne anch’io, come la scorsa estate – è la testimonianza piena di affetto dell’amico Alessio del bar del Campo – quando arriverà la bella stagione non vedrò, quest’anno, il tuo panama bianco entrare al bar e non sentirò più la tua voce rauca e gentile. Vorrei ringraziarti per tante cose, per tanto affetto e per essere stata una persona meravigliosa, gentile con me e tanti altri».
Tantissime le testimonianze di affetto e vicinanza arrivate in queste ore alla figlia Maura, che lavora presso una residenza sanitaria assistita di Cecina: centinaia di messaggi di compaesani e non solo, che hanno conosciuto Guido e ne hanno apprezzato le grandissime doti, soprattutto dal punto di vista umano. Una persona educata, mai sopra le righe, pronta a spendersi per gli altri senza chiedere niente in cambio».
Se ne va un uomo che ha fatto comunità, che è stato comunità. Con il suo lavoro, con l’impegno politico e sociale e soprattutto con la capacità, cosa sempre più rara. di rapportarsi con gli altri.
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