Il Tirreno

Cecina 

Porto, il rinvio dell’assemblea dei proprietari preoccupa i soci

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Cecina. Si è svolto il primo incontro del comitato proprietari (63 soci) del porto di Cecina. Da poco hanno saputo che l’assemblea dei creditori, inizialmente fissata per gennaio, è stata rinviata al 16 marzo. Un rinvio che preoccupa e non poco. «Sentivamo il bisogno di trovarci – dice Danilo Volterrani, presidente del comitato – per scambiarci opinioni sulla situazione. Nel piano del concordato si prevede di cedere la struttura portuale comprensiva dei posti barca da realizzare sia su aree in proprietà che in concessione demaniale e dalla cessione di aree comprensive dei diritti edificatori per realizzare strutture turistico-ricettive. Saranno ceduti anche locali commerciali e artigianali, attività direzionale, posti auto, garage, box vela in conformità a quanto previsto nel progetto variato. Il portafoglio dei contratti «preliminari stipulato con i promittenti dei posti barca che verranno soddisfatti mediante il trasferimento dei beni promessi loro in vendita (di fatto gli atti di rogito non sono stati mai siglati) dietro il pagamento del saldo dove dovuto». La somma che ne deriva intorno ai 22, 5 milioni di euro, secondo il piano, prevede di pagare tutti i creditori, divisi in sette classi, che sono state illustrate con le relative percentuali di soddisfacimento. Ancora non è stato confermato quali classi di creditori saranno ammesse al voto della proposta di concordato presentata da Porto Cecina spa. «Il concordato prevede che il futuro acquirente subentri nel rispetto della convenzione citata nei nostri rogiti, con il Comune. Ovviamente nella ipotesi che qualcuno compri» aggiunge Volterrani. «In una ipotesi fallimentare non si esclude il rischio del ritiro della concessione demaniale. Anche a seguito dell’articolo 47 del codice della navigazione che prevede che l’amministrazione possa dichiarare la decadenza del concessionario per omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato dall’atto di concessione». L’obiettivo, secondo il comitato, deve essere quello di evitare il fallimento in tutti i modi per scongiurare che non venga concesso l’esercizio provvisorio. «Se ciò non avvenisse il porto perderebbe la sua operatività con un rischio di chiusura» osserva Volterrani. In questi mesi il commissario nominato dal tribunale dovrà predisporre una relazione sulla gestione della società. E accertare, tra gli aspetti che prenderà in esame, anche se ci sono eventuali responsabilità del cda e del collegio sindacale. «Perché passi il concordato serve che siano favorevoli più della metà dei creditori, cioè che quattro classi di creditori (su7) dicano sì. Occorre rispondere nell’assemblea: la non risposta equivale ad un no» conclude Volterrani. Per contattare il comitato scrivere a comitatoproprietariportocecina@gmail. com



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