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Istruzione 

L’Avis dona stampanti e due computer alla scuola volano

Michele Falorni
L’Avis dona stampanti e due computer alla scuola volano

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ROSIGNANO. L’Avis comunale di Rosignano Marittimo presieduto da Fabio Rosi ha donato alla scuola volano, che alle Pescine ospita le medie Giovanni Fattori, due stampanti multifunzione a colori e in bianco e nero, due computer e altro materiale didattico. L’iniziativa è nata per ricordare Luciano Pelosini, morto in estate, anima del sodalizio ed ex presidente. Ieri mattina, la preside Valentina Barsacchi, la coordinatrice dell’istituto insegnante di scienze motorie Simona Rotesi e l’animatore digitale Alessandro Biagetti, hanno ricevuto il sindaco Daniele Donati e l’assessore alle politiche educative Ilaria Ribechini insieme al vice presidente Avis Fabio Mangoni, alla segretaria Simona Pancanti e ai consiglieri Nico Pelosini – figlio di Luciano –, Stefano Montagnani e Massimo Zanoboni. Presenti anche i ragazzi della classe 3°C, dove studia Fabio, il nipote di Luciano.

«Il consiglio dell’Avis – ha spiegato Mangoni – si è riunito e ha deciso subito di ricordare il nostro fondatore con un dono alla memoria che arricchisca la comunità. Abbiamo scelto l’istituto comprensivo Giosuè Carducci-Giovanni Fattori acquistando per le medie strumenti che siano utili ai ragazzi».

La dirigente ha ringraziato sottolineando che a beneficiare del dono è la qualità dell’istruzione. L’obiettivo dell’Avis di Rosignano, come ha sottolineato Montagnani, è tornare in presenza nelle scuole per diffondere la cultura della donazione di sangue spiegando in parole semplici quanto un gesto semplice sia d’aiuto alle persone e sostenga la prevenzione. «La scuola è attenta alle vostre esigenze – ha proseguito il sindaco – e dovete essere orgogliosi di appartenere a questa comunità, intesa come insieme di persone che costruiscono solidi rapporti e si aiutano quando hanno bisogno. Gli strumenti che avete visto e userete rendono giustizia a Luciano Pelosini e onorano la famiglia, confermando quanto la nostra collettività sia solidale e partecipe». I 550 donatori della sezione rosignanese lo confermano, così come le 843 donazioni di sangue e plasma nel 2020 contro le 680 del 2019: ben 163 in più. Quest’anno sono già 700, sebbene l’emergenza sanitaria abbia cambiato le abitudini e ingigantito i problemi. «Il sangue – ha affermato Mangoni – non si trova in laboratorio, viene solo da noi. Dev’essere sempre un gesto gratuito, consapevole, periodico e anonimo. Sono i nostri quattro pilastri”. Il sodalizio conta su numerosi giovani e sulla collaborazione di Ginevra Belfiore e Ottavia Paroli del servizio civile. Prima dei saluti, i consiglieri hanno letto un ricordo di Luciano, tabaccaio in via Cairoli, che ha dedicato la vita al mondo dell’associazionismo a partire dagli anni 70 comprendendone i cambiamenti avvenuti con il passare del tempo e rendendosi ogni volta disponibile. Insomma, un esempio per chi, oggi, dedica una parte della propria giornata alla preziosa rete della solidarietà.

Michele Falorni

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