Finanza
L’Avis dona stampanti e due computer alla scuola volano
ROSIGNANO. L’Avis comunale di Rosignano Marittimo presieduto da Fabio Rosi ha donato alla scuola volano, che alle Pescine ospita le medie Giovanni Fattori, due stampanti multifunzione a colori e in bianco e nero, due computer e altro materiale didattico. L’iniziativa è nata per ricordare Luciano Pelosini, morto in estate, anima del sodalizio ed ex presidente. Ieri mattina, la preside Valentina Barsacchi, la coordinatrice dell’istituto insegnante di scienze motorie Simona Rotesi e l’animatore digitale Alessandro Biagetti, hanno ricevuto il sindaco Daniele Donati e l’assessore alle politiche educative Ilaria Ribechini insieme al vice presidente Avis Fabio Mangoni, alla segretaria Simona Pancanti e ai consiglieri Nico Pelosini – figlio di Luciano –, Stefano Montagnani e Massimo Zanoboni. Presenti anche i ragazzi della classe 3°C, dove studia Fabio, il nipote di Luciano.
«Il consiglio dell’Avis – ha spiegato Mangoni – si è riunito e ha deciso subito di ricordare il nostro fondatore con un dono alla memoria che arricchisca la comunità. Abbiamo scelto l’istituto comprensivo Giosuè Carducci-Giovanni Fattori acquistando per le medie strumenti che siano utili ai ragazzi».
La dirigente ha ringraziato sottolineando che a beneficiare del dono è la qualità dell’istruzione. L’obiettivo dell’Avis di Rosignano, come ha sottolineato Montagnani, è tornare in presenza nelle scuole per diffondere la cultura della donazione di sangue spiegando in parole semplici quanto un gesto semplice sia d’aiuto alle persone e sostenga la prevenzione. «La scuola è attenta alle vostre esigenze – ha proseguito il sindaco – e dovete essere orgogliosi di appartenere a questa comunità, intesa come insieme di persone che costruiscono solidi rapporti e si aiutano quando hanno bisogno. Gli strumenti che avete visto e userete rendono giustizia a Luciano Pelosini e onorano la famiglia, confermando quanto la nostra collettività sia solidale e partecipe». I 550 donatori della sezione rosignanese lo confermano, così come le 843 donazioni di sangue e plasma nel 2020 contro le 680 del 2019: ben 163 in più. Quest’anno sono già 700, sebbene l’emergenza sanitaria abbia cambiato le abitudini e ingigantito i problemi. «Il sangue – ha affermato Mangoni – non si trova in laboratorio, viene solo da noi. Dev’essere sempre un gesto gratuito, consapevole, periodico e anonimo. Sono i nostri quattro pilastri”. Il sodalizio conta su numerosi giovani e sulla collaborazione di Ginevra Belfiore e Ottavia Paroli del servizio civile. Prima dei saluti, i consiglieri hanno letto un ricordo di Luciano, tabaccaio in via Cairoli, che ha dedicato la vita al mondo dell’associazionismo a partire dagli anni 70 comprendendone i cambiamenti avvenuti con il passare del tempo e rendendosi ogni volta disponibile. Insomma, un esempio per chi, oggi, dedica una parte della propria giornata alla preziosa rete della solidarietà.
Michele Falorni
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