Sicurezza
L’Oscar del teatro va ad Armunia
Protagonista dello spettacolo che ha vinto il premio Ubu anche il danzatore disabile Francesco Mastrocinque
Federica Lessi
ROSIGNANO. E’ arrivato sul palco del Cocoricò di Riccione con le braccia alzate in segno di vittoria Francesco Mastrocinque.
Con Filippo Porro ha vinto il premio Ubu della critica italiana per “Doppelgänger. Chi incontra il suo doppio muore”, miglior spettacolo di danza dell’anno, realizzato dalla compagnia Abbondanza-Bertoni con il regista Maurizio Lupinelli, e coprodotto da Armunia. Mastrocinque, disabile cinquantenne di Rosignano, è entusiasta quando annunciano lo spettacolo vincitore, e arriva abbracciato al suo compagno di scena, il danzatore e performer Porro, verso la coppa dei premi Ubu, massimo riconoscimento del teatro italiano.
Con loro i coreografi Antonella Bertoni e Michele Abbondanza, il regista Maurizio Lupinelli, che lo ha seguito fino dal 2007 nel Laboratorio Permanente di Nerval Teatro presso Armunia, di cui è entrato a far parte come attore.
Mastrocinque ha partecipato infatti a tutti gli spettacoli realizzati da Armunia a Castiglioncello e Rosignano, alcuni dei quali hanno girato in altri festival.
Con “Doppelgänger”, che ha debuttato al festival Inequilibrio a giugno, il rosignanese è diventato un “danzattore”, secondo la definizione di Lupinelli. «Per noi è un riconoscimento bellissimo – dice il regista – non solo per Francesco e per lo spettacolo ma per il progetto, che non poteva realizzarsi se Armunia non ci avesse creduto e investito risorse fino dal 2007. In questi anni abbiamo seguito venti ragazzi con disabilità della cooperativa “Nuovo Futuro”, con fatica e a volte superando grandi difficoltà. Il premio ci ripaga di tutto e arriva in un bel momento, in cui realizziamo un percorso su teatro e disabilità anche a Ravenna, nato grazie al laboratorio di Castiglioncello».
Lo spettacolo ha riscosso 28 voti a favore su 56 dei critici e studiosi teatrali che si sono espressi, scegliendo tra gli oltre 600 spettacoli prodotti in Italia tra settembre 2019 e agosto 2021 per attribuire i premi alle 17 categorie di cui si compongono gli Ubu, dallo spettacolo dell'anno ai premi speciali, dal premio alla carriera al miglior spettacolo di danza.
Le parole chiave scelte dai condirettori di Armunia Angela Fumarola e Fabio Masi per commentare questo successo iniziano tutte con la C: Caparbietà, Connessioni e Cura.
«La caparbietà è stata quella di Armunia e di Lupinelli nell’aver iniziato un percorso 20 anni fa per creare un progetto culturale di inclusione sociale con persone diversamente abili del territorio della bassa Val di Cecina – affermano - un Laboratorio Permanente che offre ad un gruppo di persone, con gravi patologie e forte marginalità, la possibilità di incontrare e condividere pratiche teatrali. Poi le connessioni che si sono create tra i partecipanti al laboratorio con Lupinelli ed Elisa Pol e con gli artisti residenti ad Armunia, che hanno scelto di “attraversare” il progetto come in questo caso la compagnia Abbondanza Bertoni. Infine la cura, che ha sempre guidato Armunia in questi 25 anni di attività. E’ il lavoro invisibile che c’è dietro un artista e le sue fragilità, un percorso lungo, spesso tortuoso, che finalmente oggi trova il suo riconoscimento e conferma nella convinzione che a vincere devono essere sempre e comunque gli artisti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
