Gioco
«Ma Trenitalia non investirà noi puntiamo sul capoluogo»
rosignano. «Per potenziare il collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze non c'è alcun progetto, ma una stima. “Stirando le curve” si potrebbe abbassare il tempo di percorrenza di 12 minuti al massimo, e nuove linee non si possono fare perché mancano gli spazi. Rete Ferroviaria Italiana non investirà». Stefano Bottai, vicepresidente Toscana Aeroporti, gela gli animi di relatori e ospiti di villa Pertusati.
E poi rincara la dose. «Il sistema dei due scali Galilei e Peretola sta in piedi perché Toscana Aeroporti – nata dalla fusione tra le due ex società rivali Adf e Sat – paga contributi a Pisa (16 milioni versati a Ryanair solo nel 2019 per convincerla a non spostare altrove la sua flotta), mentre a Firenze viceversa riceve richieste per poter versare contributi. Segno che l’entroterra, con le sue città d’arte, rimane più conosciuto e quindi attrattivo della costa», aggiunge.
Ecco perché Toscana Aeroporti punta sul capoluogo regionale. «Il businessman così come il turista che si sposta ha bisogno di tempi certi, i treni da e verso la costa fanno invece troppe fermate. Il Galilei poi è un aeroporto militare a uso commerciale (un permesso che può essere revocato in qualsiasi momento), motivo per cui è difficile convincere gli investitori a lungo termine», precisa il vicepresidente.
I collegamenti su ferro da e verso il capoluogo regionale, secondo Bottai, sono dunque inefficienti e certo non destinati ad essere velocizzati dal gestore, anche per mancanza di spazi per creare nuovi binari e malgrado il varo di nuovi mezzi.
Paradossalmente, per chi vuol raggiungere la Toscana (per motivi di turismo ma anche di affari), resta infatti più conveniente fare il giro e passare dall’Emilia-Romagna; non certo dalla costa, ivi compresa la città della Torre Pendente.
«A Pisa, dopo l’estate prossima, partiranno i lavori di adeguamento. A Firenze procederemo con la realizzazione della nuova pista», prosegue il vicepresidente, che poi ribadisce: «Toscana Aeroporti punta decisamente sullo sviluppo di Firenze perché, se Peretola dovesse cadere, l'alternativa non sarebbe il Galilei di Pisa ma il Marconi di Bologna».
Per Bottai dunque, il mare a Firenze non arriverà. «Va bene che Cop26 è stata un fallimento ma speriamo – chiude con una battuta – che non arrivi per colpa dell’innalzamento degli oceani».
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