Sicurezza
Anche Bolgheri ora ha il suo olio con la specifica Igp Toscano
Carlotti: «Filiera importante e finora troppo sottovalutata Eppure l’Italia è tra i maggiori produttori di qualità»
Divina Vitale
castagneto. Anche Bolgheri ha il suo olio con la specifica Bolgheri Igp Toscano in etichetta, la nuova indicazione territoriale che abbraccia il territorio. Qua si contano ben 241 olivicoltori, 4 frantoi e 7 imbottigliatori che potranno aderire al progetto nel prossimo futuro. L’olio Toscano è tra i più pregiati al mondo eppure il settore è in continuo affanno e i prezzi sono troppo bassi.
«Quella dell’olio è una filiera molto particolare che soffre in Italia di una sotto valorizzazione estrema – afferma Massimo Carlotti, presidente di Terre dell’Etruria, la più grande cooperativa della Toscana – una crisi continua anche e soprattutto nella fase logistica, cooperativa. Poi c’è il mercato in affanno, sullo scaffale si sceglie sempre l’olio a più basso costo e in tanti investono in varietà non toscane. Eppure l’Italia è il paese che ha una produzione tra le maggiori in termini di qualità. Come puoi pensare di essere competitivo con olio da varietà estere? Dobbiamo puntare sulla nostra varietà e sulle azioni delle aziende per portare sempre più alto il valore. Sull’Igp Toscano siamo fortunati, pur rappresentando l’1-2 per cento della produzione nazionale, ci siamo strutturati bene quando decidemmo di farlo a rappresentanza di tutta la Regione. Più o meno – continua – il costo del prodotto è di 9 euro al chilo, a sottolineare un trend positivo. In più abbiamo investito sul mercato estero con società, abbiamo fatto sistema perché la richiesta dell’olio toscano nel mondo è molto alta, non riusciamo a ricoprirlo».
Bolgheri nel mondo è un marchio forte grazie al vino. «È un aiuto per le aziende – dice Carlotti – per aprire ulteriori possibilità con prodotti di nicchia anche nei supermercati. In Toscana il valore aggiunto sta proprio dal punto di vista di eccellenze alimentari oltre al bell’appeal culturale, dobbiamo investire insieme: prosciutto, vino, olio, carne, un paniere di prodotti da portare avanti insieme. Si tratta di un’iniziativa importante, siamo contenti che aziende del vino che fanno anche olio abbiamo promosso questa iniziativa e come cooperativa ci mettiamo a disposizione per attività di stoccaggio e altro. Una filiera che funziona sotto il grande marchio Toscano con sottozona Bolgheri: l’area è vasta e un modo per identificare il locale associando olio al vino promette un salto di qualità nei mercati. Positivo il sentimento di lavoro insieme – conclude – per garantire un sistema collettivo. È un messaggio importante soprattutto che si voglia lavorare su un prodotto come l’olio fino a qualche anno fa considerato pochissimo».
Tra i produttori più famosi nel mondo ci sono i fratelli Paolo e Simone Di Gaetano del Frantoio Fonte di Foiano. La stessa ha ottenuto per ben due volte il podio nel concorso internazionale Flos Olei, un’azienda a gestione famiiliare che ha fatto della coltivazione monovarietale la propria forza: 70mila bottiglie distribuite in 30 paesi nel mondo. «Finalmente parliamo d’olio allo stesso piano del vino – sostiene Paolo Di Gaetano di Fonte di Foiano – un’iniziativa importante che avrà bisogno di un po’ di tempo per essere recepita e sviluppata, comunque la sottozona è ottima per le piccole produzioni».
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