Gioco
“La strada giusta”: la polizia incontra i ragazzi delle medie sulla legalità
Lezione con gli studenti di due classi della “Galilei” Si è parlato della lotta alla mafia e del lavoro degli agenti
Cecina. Con l’incontro alle medie Galileo Galilei di Palazzi, il progetto sulla legalità promosso dalla questura di Livorno, “Scegli la strada giusta”, prosegue. Due le classi coinvolte, la seconda I di Palazzi e la terza D di Cecina, oltre a tutte le terze che hanno seguito la mattinata collegandosi al computer. La preside Caterina Startari e il presidente del consiglio di istituto Marco Rossi hanno ricevuto gli ispettori della Polizia di Stato Francesco Spadi e Carmen Palumbo e gli assistenti Enrico Bertini e Federico Raffaelli.
Alcuni cuori colorati sui quali i ragazzi hanno trascritto gli articoli della Costituzione sono stati donati al questore di Livorno Roberto Massucci. Prima che la lezione iniziasse, i musicisti Michela Ciulli, Sara Capanna, Laura Del Cherico, Giovanni Ruggeri e Alessio Cercignani hanno suonato l’inno italiano cantato dagli studenti. Numerose le domande poste alla fine degli interventi e del film sull’omicidio del giudice Giovanni Falcone e della sua scorta il 23 maggio 1992. Tema: la mafia e il lavoro dei poliziotti. La dirigente ha ricordato che l’insegnamento dell’educazione civica è previsto dalla legge ed è stato inserito dalla scuola nel piano dell’offerta formativa affinché, nel corso dei tre anni, inizi la formazione del cittadino rispettoso, responsabile e capace di sviluppare la cultura tradizionale e le competenze digitali. Il riferimento alla Carta e alla sua nascita, come alle forme di governo, ne sono la base. Spadi ha poi portato il saluto del questore, impegnato a Livorno, e ricordato che gli agenti sono soprattutto amici, ai quali rivolgersi per parlare di problemi e avere risposte. I colleghi della questura, che hanno impersonato i protagonisti del cortometraggio, confermano attraverso le immagini quanto questo lavoro sia una missione, perché – come spiegato – coinvolge spesso la vita privata. Capaci ha segnato una frattura con il passato e rimane una ferita aperta per l’intera nazione, così come la morte del giudice Paolo Borsellino avvenuta 57 giorni dopo.
Spadi e Palumbo hanno sottolineato che agli uomini di legge il quadro era chiaro, perché avevano capito cosa succedeva in Italia dagli anni 80 in avanti, quando il maxiprocesso di Palermo si concluse con 356 condanne. Il paese ha reagito e sono nate numerose associazioni che combattono l’illegalità. Da qui, tra domande e chiarimenti, la discussione si è spostata sul bullismo e su chi, pure tra i banchi, lo esercita, diffondendo prepotenza.
L’invito, di fronte a certi casi, è parlarne, evitando il silenzio. La scuola deve dunque sviluppare il senso critico, alimentando nei ragazzi l’autostima e il rispetto per tutti gli altri. Ad accompagnare le classi, le insegnanti Antonella Agnorelli e Carmela Moscatiello, che hanno seguito con gli studenti, la dirigente e i relatori il film sulla violenza contro le donne girato alle Galilei e pensato dalla professoressa Rita Iacoviello.
Michele Falorni
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