Polo Carducciano il sistema museale entra nella rete Case della memoria
CASTAGNETO. Ci sono anche Casa Carducci di Castagneto e il Museo archivio Carducciano nella rete del Sistema museale tematico Case della memoria in Toscana – I grandi personaggi, presentata il 2 dicembre nella cornice di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Al sistema aderiscono 17 delle 39 Case della memoria toscane. Obiettivo fare una promozione congiunta del patrimonio culturale diffuso e avviare un sistema unificato di bigliettazione.
«Con entusiasmo oggi si conclude un percorso avviato alcuni anni fa che vede la creazione di un sistema museale diffuso su tutto il territorio regionale dedicato alle personalità illustri e alle dimore che negli anni li hanno ospitati – dice l’assessore al Turismo di Castagneto Cristiano Pullini –. Delle piccole gemme preziose che permettono ai visitatori di fare un salto nel tempo, conoscendo un lato privato e meno noto di questi nostri amati concittadini. Il progetto comprende la diffusione di alcuni video prodotti per ora in lingua italiana, e presto tradotti anche in inglese, visibili fin da ora su casa collegandosi al sito internet casedellamemoria.it».
L’obiettivo è quello di valorizzare un nuovo modo di fruire il patrimonio culturale spostando l’attenzione e i flussi turistici e culturali verso una diversa tipologia di strutture, più piccole ma diffuse in maniera capillare sul territorio. Non hanno dubbi Valentina Pantani e Roberta Pierini dell’associazione Messidoro a cui fa capo la gestione di Casa Carducci di Castagneto e il Museo archivio Carducciano. «È stato un grande lavoro di squadra che ha visto come attori sia le istituzioni che i gestori delle singole realtà – dicono –. Il coordinamento del sistema è a cura dell’Associazione nazionale Case della memoria con il presidente Adriano Rigoli e il vicepresidente Marco Capaccioli, che si impegnano con cura per la divulgazione delle iniziative e per il funzionamento del sistema. Una grande opportunità che abbiamo colto per migliorare il lavoro già esistente e consolidato del Polo Carducciano». M.M.
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