Gioco
Parte la raccolta di firme per dire no al taglio di un istituto comprensivo
CECINA. Il comitato Mediaunita si è costituito in via ufficiale e a breve chiederà un incontro al sindaco di Cecina, Samuele Lippi, e alla giunta per ribadire il proprio no alla formazione di due istituti comprensivi, al posto dei tre esistenti, a partire dal prossimo anno scolastico. La presidente, Rita Castellini, e le vice Lucianella Vitale ed Elena Capecchi, confermano che in questi giorni inizierà la raccolta delle firme tra i cittadini per confermare le proprie posizioni e, se l’amministrazione fisserà un incontro, proporle e discutere meglio la questione. Ad oggi, gli istituti comprensivi sono tre: Carlo Collodi, Francesco Domenico Guerrazzi e Galileo Galilei, con i primi due che interessano le scuole dell’infanzia e le primarie, e il terzo le medie. Se, come previsto dalla Regione, ci sarà l’accorpamento, uno sparirà, insieme a un dirigente. La prospettiva spaventa i circa 150 aderenti al comitato. «La scuola – hanno detto la presidente e le vice – è una comunità educante ed è di tutti, non solo dell’amministrazione comunale. Il 15 ottobre scorso la giunta ha deliberato l’invio alla Regione della richiesta di accorpamento delle primarie e delle medie, passando così da settembre 2022 da tre a due istituti. La popolazione però non è stata informata e gli insegnanti si sono opposti suggerendo alternative, ma non sono stati ascoltati, anzi, hanno ricevuto promesse mai mantenute». Nei mesi scorsi un incontro a Palazzo civico c’è stato, ma tre soli giorni dopo è uscita la delibera e tutti sono rimasti senza parole, poiché non se lo aspettavano. Anche perché i comprensivi sono formati soltanto dove mancano i numeri, ovvero gli studenti sono meno di 500. In nessuno dei tre istituti di Cecina succede questo, e le cifre lo provano: alle Collodi di Marina gli alunni sono circa 800, alle Guerrazzi 1200 e alle Galilei 1000. Secondo la legge, il numero massimo è 1200, ma a Cecina sarebbe superato di molto con i conseguenti rischi di ridurre la libertà di scelta delle famiglie, delle lingue dell’indirizzo musicale e dell’orario settimanale, oltre a come scritto un dirigente e alcuni segretari in meno. Il risultato, sottolineano Castellini e le vicepresidenti, sarebbe più lavoro e tempi di conseguenza lunghi per risolvere i problemi. «In poche parole avremo un depotenziamento dell’offerta formativa e difficoltà nella composizione dei percorsi in continuità con le medie e le superiori in un momento in cui i ragazzi molto hanno perso, da marzo 2020 a oggi, a causa della pandemia». Per questo, il comitato chiede di mantenere la situazione attuale con i tre istituti, la scuola media unita per tutelarne il piano formativo, sospendere la richiesta di accorpamento e verticalizzazione a favore di un tavolo di confronto tra l’amministrazione, la scuola e la città sul futuro dell’istruzione nel nostro territorio. Insomma, per i professori e le famiglie dei ragazzi sono stati mesi complicati. La speranza è che, con la raccolta delle firme estesa a tutta la cittadinanza, si arrivi al confronto tra le parti evitando così una decisione unilaterale. Michele Falorni
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