Il Tirreno

Scuola e territorio 

Parte la raccolta di firme per dire no al taglio di un istituto comprensivo

Michele Falorni
Parte la raccolta di firme per dire no al taglio di un istituto comprensivo

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CECINA. Il comitato Mediaunita si è costituito in via ufficiale e a breve chiederà un incontro al sindaco di Cecina, Samuele Lippi, e alla giunta per ribadire il proprio no alla formazione di due istituti comprensivi, al posto dei tre esistenti, a partire dal prossimo anno scolastico. La presidente, Rita Castellini, e le vice Lucianella Vitale ed Elena Capecchi, confermano che in questi giorni inizierà la raccolta delle firme tra i cittadini per confermare le proprie posizioni e, se l’amministrazione fisserà un incontro, proporle e discutere meglio la questione. Ad oggi, gli istituti comprensivi sono tre: Carlo Collodi, Francesco Domenico Guerrazzi e Galileo Galilei, con i primi due che interessano le scuole dell’infanzia e le primarie, e il terzo le medie. Se, come previsto dalla Regione, ci sarà l’accorpamento, uno sparirà, insieme a un dirigente. La prospettiva spaventa i circa 150 aderenti al comitato. «La scuola – hanno detto la presidente e le vice – è una comunità educante ed è di tutti, non solo dell’amministrazione comunale. Il 15 ottobre scorso la giunta ha deliberato l’invio alla Regione della richiesta di accorpamento delle primarie e delle medie, passando così da settembre 2022 da tre a due istituti. La popolazione però non è stata informata e gli insegnanti si sono opposti suggerendo alternative, ma non sono stati ascoltati, anzi, hanno ricevuto promesse mai mantenute». Nei mesi scorsi un incontro a Palazzo civico c’è stato, ma tre soli giorni dopo è uscita la delibera e tutti sono rimasti senza parole, poiché non se lo aspettavano. Anche perché i comprensivi sono formati soltanto dove mancano i numeri, ovvero gli studenti sono meno di 500. In nessuno dei tre istituti di Cecina succede questo, e le cifre lo provano: alle Collodi di Marina gli alunni sono circa 800, alle Guerrazzi 1200 e alle Galilei 1000. Secondo la legge, il numero massimo è 1200, ma a Cecina sarebbe superato di molto con i conseguenti rischi di ridurre la libertà di scelta delle famiglie, delle lingue dell’indirizzo musicale e dell’orario settimanale, oltre a come scritto un dirigente e alcuni segretari in meno. Il risultato, sottolineano Castellini e le vicepresidenti, sarebbe più lavoro e tempi di conseguenza lunghi per risolvere i problemi. «In poche parole avremo un depotenziamento dell’offerta formativa e difficoltà nella composizione dei percorsi in continuità con le medie e le superiori in un momento in cui i ragazzi molto hanno perso, da marzo 2020 a oggi, a causa della pandemia». Per questo, il comitato chiede di mantenere la situazione attuale con i tre istituti, la scuola media unita per tutelarne il piano formativo, sospendere la richiesta di accorpamento e verticalizzazione a favore di un tavolo di confronto tra l’amministrazione, la scuola e la città sul futuro dell’istruzione nel nostro territorio. Insomma, per i professori e le famiglie dei ragazzi sono stati mesi complicati. La speranza è che, con la raccolta delle firme estesa a tutta la cittadinanza, si arrivi al confronto tra le parti evitando così una decisione unilaterale. Michele Falorni

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