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Orti, ci sono nuove regole per chiedere l’assegnazione
Non solo anziani, ma anche disabili e associazioni potranno fare la domanda per avere uno spazio assegnato dal Comune
Cecina. Il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento per assegnare gli orti comunali. Un atto necessario, confermano gli assessori Meris Pacchini e Roberto Rocchi, collegato anche alla legge regionale in materia nota come legge “dei 100.000 orti in Toscana”. A beneficiarne non saranno soltanto gli anziani ma anche categorie di persone e associazioni, affinché – dagli studenti che frequentano l’istituto agrario ai diversamente abili – tutti possano esprimere le proprie capacità e accrescere le proprie competenze: nel caso dei ragazzi, è un passo concreto verso il mondo del lavoro. La modifica principale è contenuta nel nome stesso: non più “orti sociali per anziani”, ma “orti sociali” rivolti ad ampie fasce della popolazione e divisi in didattici (per le scuole), terapeutici (diversamente abili, immigrati, giovani dispoccupati), condivisi (ossia rivolti all’integrazione sociale e culturale) e urbani (per le famiglie e i pensionati). Il regolamento è composto da 27 articoli, tra i quali si trovano i requisiti per l’affidamento e i criteri di assegnazione, il principio di solidarietà e la gestione dei rifiuti, l’uso dell’acqua e delle forniture. Le piccole preselle, 40 al Palazzaccio e 30 tra Marina e Palazzi, ricadono tutte nel perimetro comunale e possono produrre fiori e frutta, ortaggi e piccole piante per chi li gestisce e per il proprio nucleo familiare. Dovrà prevalere sempre la dimensione collettiva e la capacità di concretizzare buone idee. «L’amministrazione – hanno spiegato Pacchini e Rocchi – hanno più volte ricordato che gli orti saranno assegnati pure agli istituti scolastici e alle associazioni, come a famiglie che hanno bambini. Nel caso dei terapeutici, l’obiettivo è integrare le persone svantaggiate: l’esempio sono gli immigrati e i disoccupati per facilitarne l’inserimento nella nostra comunità. Inoltre, l’iniziativa aiuta a combattere il disagio psicologico. Nel tempo, vorremmo ampliarne il numero e, per questo, siamo già alla ricerca di nuovi appezzamenti sui quali sviluppare altri progetti, sul modello del giardino condiviso dove conta la collaborazione». Gli assessori ricordano inoltre che il nuovo regolamento vuole favorire manualità e contrastare il degrado, promuovendo la cultura degli “orti sociali” nella cittadinanza, in cui lo scambio di esperienze tra generazioni diverse sia uno dei punti di partenza. Le conoscenze degli anziani saranno senza dubbio utili anche agli studenti che, avvicinandosi al lato pratico dell’agricoltura dopo avere studiato la teoria in classe, da loro otterranno consigli. Senza trascurare la memoria storica di coloro che da sempre si sono dedicati alle coltivazioni di ortaggi in genere, il nuovo regolamento mira al recupero di colture tipiche del territorio, alla promozione di momenti di socializzazione tra le varie generazioni, ponendo quale elemento centrale la tutela ed il rispetto dell’ambiente.
Michele Falorni
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