Sicurezza
Strada del Nocino il cancello è abusivo C’è l’ordinanza per liberare il passo
Il Comune chiede che i luoghi siano ripristinati in 15 giorni Sul caso è già pendente un ricorso al Tar della Toscana
Manolo Morandini
Castagneto. Quindici giorni. Il Comune di Castagneto Carducci ci riprova. L’ordine di rimozione del cancello sulla strada del Nocino sembra non ammettere indugi. A dare il La alla nuova ordinanza, su quella emessa nel 2019 è ancora pendente un giudizio al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, è l’esito del sopralluogo della polizia municipale. È il 14 maggio. Gli agenti arrivano sul posto e trovano il passo sbarrato, sul percorso classificato ad uso pubblico il cancello è chiuso.
La strada del Nocino permette, anzi permetteva, di andare dalla provinciale Bolgherese a via Cairoli, per arrivare a piazza del Popolo. Da sempre pubblica, come da Catasto, per un tratto è sparita nella proprietà privata. Sul vecchio tracciato è stata costruita anche una piscina. E il percorso, in parte deviato, cancelli aperti permettendo, è pressoché impraticabile. «Era la strada che i nostri ospiti usavano per andare a piedi in paese». Così viene sottolineato bussando alle strutture turistiche della zona. «Ora sono obbligati a passare sulla provinciale e di sera senza luce e marciapiede è estremamente pericoloso». I primi ad accendere i riflettori sulla strada sparita nel nulla sono stati gli attivisti del circolo Costa etrusca di Legambiente. «Il cancello allo stato dell’arte è il problema minore – dice il presidente del circolo Angelo Ferrara –. Siamo contenti che lo facciano togliere, ma quella strada così com’è non si può più percorrere in sicurezza. Sul tracciato è stata messa a dimora anche una pianta di olivo che prima si trovava a lato della strada».
La situazione è tutt’altro che risolta. In parte a complicarla c’ha pensato negli anni il Comune di Castagneto. Nel 2019 è servita l’ostinazione di alcuni cittadini e la lente di Legambiente a far tornare l’ente sui suoi passi dalla decisione di vendere quel tratto di strada al privato. All’origine del tentativo di privatizzazione ci sarebbe un pasticcio datato 2006, quando venne fatta una revisione delle strade extraurbane. Quel tratto sugli elaborati grafici viene indicato come privata senza indicare però dov’è il tracciato pubblico.
Che cosa è successo? Il proprietario del terreno a lato della strada, l’ex sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti, ottenuto il permesso a costruire una casa ha chiesto di poter chiudere la strada. E dal Comune ha avuto il via libera. Poi ha venduto. Eppure, nell’atto di compravendita del 7 febbraio 2018 si legge che l’accesso alla proprietà “avviene da una strada vicinale che si diparte dalla via Bolgherese”. E specificando i confini, al di là delle altre proprietà private, si indica proprio la strada comunale di San Giusto, o del Nocino. Ad acquistare è la farmacista Donata Satriano. Il 21 marzo di quello stesso anno viene presentata all’ufficio tecnico comunale la comunicazione di inizio lavori (Cila) a firma dell’ingegner Marco Sarri. Lavori di manutenzione straordinaria: “Movimento terra e opere relative alla sistemazione e pavimentazione di strada privata e di vasca per la raccolta delle acque meteoriche”, si legge. Le date sono importanti. Il 14 dicembre gli attivisti di Legambiente accendono i riflettori con un’assemblea pubblica. Nell’occasione la sindaca Sandra Scarpellini invia un contributo scritto: «L’ufficio tecnico, dopo maggiori verifiche, è arrivato a determinazione che la strada del Nocino non possa essere ceduta. Ogni pratica edilizia legata in qualche modo alla vicenda sarà ovviamente oggetto di debita attenzione». Risultato: il 28 dicembre viene firmata la determina 535 dal responsabile Governo del territorio Moreno Fusi. I soldi versati al Comune da Satriano il 15 novembre 2018 per l’affidamento dell’incarico per la valutazione della strada vengono restituiti, si tratta di 1. 119,96 euro.
Adesso arriva l’ordinanza numero 95 a firma del funzionario Fusi in cui si conferma di aver verificato che la strada ha le caratteristiche per essere considerata a uso pubblico. Collega altre strade a uso pubblico ed è utilizzata “dalla collettività da tempo immemore”, si legge nel provvedimento. Elementi che fanno ritenere che “la posa del cancello non è autorizzata e, pertanto, abusiva e di ostacolo alla viabilità pubblica”. Da qui la richiesta al privato, Donata Satriano e Luigi Multari, di intervenire tempestivamente per “rimuovere il cancello ed eventuali ulteriori opere a corredo di ostacolo al libero transito”. In caso d’inerzia sarà il Comune a ripristinare lo stato dei luoghi rimettendo le spese dei lavori. Il calendario ha preso a correre dal 26 novembre, ma potrebbe avere una battuta d’arresto se il privato decidesse di ricorrere al Tar della Toscana. Ha 60 giorni di tempo.
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