Sicurezza
Quattro ex autisti di scuolabus risarciti dopo 14 anni dal Comune
Si è chiusa in Cassazione la vertenza portata avanti dai dipendenti quando l’amministrazione aveva cambiato la gestione del servizio
La storia
Dopo circa quattordici anni si è chiusa con una sentenza della Corte di Cassazione la vicenda degli autisti di scuolabus licenziati dal Comune di Rosignano Marittimo nel 2007 quando il servizio del trasporto scolastico era stato affidato a un’azienda esterna. Gli ex autisti dello scuolabus, che stamani arriva davanti il tribunale del lavoro di Livorno. All’inizio della battaglia legale erano undici in tutto gli ex dipendenti dei bus gialli scesi in guerra con l’amministrazione comunale. Dopo tredici anni di lavoro sui bus si erano ribellati al modo con cui l’amministrazione comunale aveva gestito le loro prestazioni professionali. Contratti a tempo determinato ripetuti nel tempo. Così che si erano rivolti al tribunale per chiedere un risarcimento danni. La vicenda è iniziata alla fine del 2007 quando il gruppo, assunto da 13 anni tramite contratti a tempo determinato da settembre al giugno dell’anno successivo, venne a sapere che dall’autunno dell’anno dopo non sarebbe stato riconfermato. Mentre altri lavoratori precari sarebbero stati stabilizzati. Fallito il tentativo di conciliazione, la causa era arrivata davanti al giudice del tribunale del lavoro. Secondo gli autisti, il Comune aveva abusato di contratti a termine quando non c’erano i presupposti per farlo. La vicenda giudiziaria si è trascinata per anni. Nel 2014 la Corte di Appello di Firenze ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Livorno con cui erano state dichiarate illegittime le plurime assunzioni a tempo determinato di quattro degli autisti che avevano fatto ricorso al giudice per fare valere i loro diritti. Ma in appello era stata parzialmente riformata la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva condannato il Comune di Rosignano al risarcimento del danno rideterminando l’importo in quindici mensilità di retribuzione. In sostanza, era stato riconosciuto l’errore del Comune pur rivedendo le somme dei risarcimenti. Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione e i lavoratori hanno resistito con un contro ricorso.
La cassazione ha condannato il Comune a pagare otto mensilità in favore di due dipendenti, sei mensilità in favore di un terzo lavoratore e sette per un altro. Compensate le spese legali dei gradi di merito. Inoltre il Comune di Rosignano è stato condannato di ulteriori spese legali per mille euro per ciascuno dipendente per il primo grado, di 1200 per le spese professionali del secondo grado.
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