Sicurezza
Il mare invade parcheggio e marciapiedi «Progetto per realizzare una scogliera»
Alessandra Bernardeschi
vada. La mareggiata che ha colpito la costa ha provocato forti disagi sul lungomare di Vada dove l’acqua di mare ha invaso il parcheggio a sud della zona, la strada ed è entrata nei giardini di alcuni condomini. Acqua, alghe, detriti e sabbia hanno invaso la via principale ed i marciapiedi rendendo impraticabile il lungomare ai pedoni.
«Potrò fare la conta dei danni solo quando il mare si sarà calmato – ha detto Ilaria Musto proprietaria dello stabilimento balneare La Barcaccina che si trova proprio nella zona più colpita dalla mareggiata non possiamo andare avanti così: ad ogni libecciata un po’ più forte il lungomare diventa di fatto impraticabile. Fino al 23 gennaio 2021 le cabine del mio stabilimento balneare proteggevano parte della strada ed il parcheggio. Poi le ho dovute togliere perché, proprio durante una libecciata, hanno subito ingenti danni. Senza le cabine il mare non trova più ostacoli ed entra in strada».
Ieri mattina, per verificare la situazione, sul lungomare di Vada è arrivato anche il sindaco Daniele Donati: «Come Comune abbiamo già in essere un progetto definitivo per realizzare una scogliera davanti al parcheggio; progetto che è passato anche dalla Sovrintendenza. La massicciata metterà in protezione le opere pubbliche come l’illuminazione ma anche il parcheggio, il campo sportivo e almeno un tratto di strada». Dall’altro lato però si attendono i lavori della Regione. Dopo aver terminato gli interventi per la costruzione dei tre pennelli a protezione della costa la Regione, competente del progetto, doveva gettare lungo 32mila metri cubi di sabbia.
«Materiale che, nel progetto originale, doveva essere prelevato dalle cave – spiega l’assessore alle opere pubbliche Giovanni Bracci – invece il progetto è stato cambiato e la sabbia dovrà essere pompata dal fondo del mare in un’area a largo di Vada. Un progetto modificato che deve attendere una nuova valutazione di impatto ambientale». Da qui i ritardi nelle operazioni di ripascimento.
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