Sicurezza
Il malore in auto e i soccorsi «Ho fatto solo il mio dovere»
Franco Martellacci ha avuto un problema cardiaco, ora è all’ospedale di Lucca Ecco il racconto dell’infermiera che lo ha salvato usando il defibrillatore pubblico
Claudia Guarino
cecina. «Ho chiesto ai presenti di tenergli la testa. Non poteva stare a contatto con l’asfalto. Dovevo fargli il massaggio cardiaco e non volevo che si ferisse. Poi ho preso il defibrillatore, ho scaricato. Se serve sangue freddo per fare ciò che ho fatto? È il mio lavoro e seguiamo dei corsi di formazione. Spero solo che quell’uomo stia meglio». Malgorzata Klosowska è l’infermiera che per prima ha soccorso Franco Martellacci, il 72enne di Montescudaio che martedì scorso, a Cecina, ha avuto un malore alla guida ed è finito con l’auto sulle impalcature all’incrocio tra viale Marconi e via Volta.
In un primo momento è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Cecina, «adesso è stato trasferito a Lucca – racconta la moglie Rossella –. Il giorno in cui si è sentito male era anche il nostro anniversario di matrimonio...Che devo dire...ora aspettiamo solo notizie dall’ospedale». E l’aspettano anche gli amici di Franco, che, tra le altre cose, un tempo giocava a rugby. Martedì scorso era al voltante della sua auto quando ha avuto un malore, probabilmente un infarto, di cui sembra si sia reso conto perché ha appoggiato lentamente l’auto alle impalcature, senza fare danni.
«Io ero nel laboratorio», dice Malgorzata, che tutti chiamano Marghetita e che lavora al Centro medico cecinese di viale Marconi, oltre che per la Fondazione Casa Cardinale Maffi. «Mi hanno chiamato e sono scesa giù. C’era questo signore piegato e incosciente. Con l’aiuto di altre persone che erano lì l’abbiamo steso e ho detto a una persona di mettergli le mani sotto la testa perché non avevamo cuscini a portata di mano e dovevo fargli il massaggio cardiaco».
L’infermiera ha quindi iniziato le manovre. «Io continuavo a massaggiare e nel frattempo è arrivata una signora col defibrillatore. L’abbiamo aperto e abbiamo posizionato le piastre sull’uomo. Ho detto a tutti di allontanarsi e ho scaricato. Sembrava che quell’uomo desse lievi segni di vita».
Nel frattempo, sentendo le grida dei presenti, in viale Marconi sono accorse anche altre persone. È arrivato per esempio l’assessore Mauro Niccolini, portandosi dietro il defibrillatore di piazza Carducci. Anche se poi è stato utilizzato quello di via Volta, che si trova accanto al negozio di Cappellini moto.
Quando l’infermiera ha chiesto alle persone di allontanarsi perché avrebbe utilizzato il defibrillatore c’è chi, per aiutare, ha fatto come da barriera, tenendo a distanza che passava di lì. «Poi è arrivata l’ambulanza – racconta Margherita –. E i soccorritori hanno proseguito con le operazioni. Credo abbiano scaricato di nuovo».
Parla con molta umiltà e compostezza, la signora Klosowska. «È stato importante che la gente sia rimasta lucida e che sapesse che lì c’era un defibrillatore. Noi infermieri frequentiamo regolarmente dei corsi di aggiornamento. Non conosco l’uomo che si è sentito male quel giorno. Spero solo che possa stare meglio».
Dopo l’intervento dei passant, in viale Marconi sono arrivati i volontari della Pubblica Assistenza di Cecina col medico. Hanno continuato con le manovre salvavita iniziate dall’infermiera. Martellacci è stato quindi trasportato con l’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina, per poi essere trasferito e ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Poi, come ha spiegato la moglie, è stato trasferito a Lucca, dove dovrà effettuare degli accertamenti. «Sembra sia stato il cuore – dice la moglie –. Ora aspettiamo notizie», ribadisce la signora Rossella. E su Facebook la nuora ringrazia tutti coloro «che martedì hanno soccorso mio suocero. È grazie a loro e al defibrillatore fortunatamente presente se è ancora vivo».
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