Il dolore
Scuola e ospedale: due panchine rosse contro la violenza
Al presidio di via Montanara c’era anche Giulia Quintavalle Alle scuole medie Galilei video, foto e musica con i ragazzi
Michele Falorni
cecina. Due panchine rosse, una all’ospedale, l’altra alle medie Galileo Galilei di Palazzi, simboleggiano l’impegno contro la violenza sulle donne.
Nei prossimi giorni, la direzione dell’Asl organizzerà una cerimonia per posizionare la propria davanti al pronto soccorso, dopo avere ringraziato la Proloco di Guardistallo e il suo presidente Umberto Creatini per averla donata.
A scuola, la preside Caterina Startari ha organizzato una rappresentazione teatrale e un concerto invitando il presidente nazionale del Conad, Valter Geri, che l’ha acquistata, e l’assessore comunale alla cultura Domenico Di Pietro.
Numerose le iniziative svolte in città legate alla Giornata. In ospedale il consultorio e il reparto di ostetricia hanno accolto la campionessa olimpionica di judo Giulia Quintavalle. Insieme alla dottoressa Giovanna Poliseno erano presenti Rosanna De Caro, Eliana Ghini e Silvia Battaglini, promotrici dell’appuntamento con l’Asl e la Società della Salute. Alle donne ricevute all’ingresso sono stati consegnati dei bigliettini, pensati da Lia Burgalassi e realizzati da Rosaria Lombardo, sui quali sono stampati i numeri di telefono e gli orari dei centri antiviolenza di Cecina e Piombino e quello nazionale. A breve si troveranno anche nei distretti e alle superiori.
In tutta Italia hanno aderito 170 ospedali. «Diamo un segnale – ha detto Giulia Quintavalle – perché dobbiamo uscire allo scoperto, trovare coraggio e parlare. I fatti recenti, visti in televisione, confermano che la situazione inizia a cambiare, ma dobbiamo impegnarci affinché non esista più violenza. Se ci confrontiamo, faremo un altro passo avanti, aiutando pure le forze dell’ordine. Serve continua collaborazione, le donne non devono sentirsi sole per nessun motivo. Il messaggio è questo».
Occorrono, insomma, capacità personale e non trascurabile forza interiore per combattere un fenomeno divenuto piaga sociale, condizionato da spiacevoli episodi e dalla mancanza di cultura e rispetto.
Alle scuole medie, un’idea della prof di lettere Rita Iacoviello si è trasformata nel videoprogetto “I nostri passi fanno rumore”, complici le lezioni dell’artista Viviana Russo e i contributi fotografici e filmici degli studenti inviati all’associazione “Le stanze del sé” di Rosignano, coordinata da Michela Caccavale. Magliette piene di scritte frutto di profonde riflessioni, scarpe rosse, il concerto del chitarrista Franco Ceccanti e delle insegnanti di musica hanno arricchito la piacevole mattinata. Docenti e ragazzi hanno allestito l’ampia sala all’ingresso invitando gli ospiti a leggere i loro pensieri, che presto diventeranno una mostra.
«Il cambiamento culturale – ha detto ai ragazzi la preside, Caterina Startari – è lento ma costante. La panchina è la metafora dell’attesa e della solitudine, dell’incontro e dell’ascolto. Il rosso è il colore del dolore e della passione, ma anche della voglia di esserci. La scuola vi formerà: diverrete cittadini consapevoli attraverso un cammino responsabile». Poi, la lettura di una poesia di Eugenio Montale e il saluto dell’assessore Di Pietro, che ha sottolineato la necessità di pari diritti tra uomo e donna, e del presidente Conad Valter Geri, il quale ha sottolineato come, dal 1° gennaio al 31 ottobre, in Italia siano morte 102 donne. La violenza è ancora una piaga tremenda e bisogna combatterla.
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