Sicurezza
«Saputo dell’accaduto ho preso il defibrillatore e sono corso ad aiutare»
cecina. «Avevo appena parcheggiato quando mi sono sentito chiamare. Mi hanno detto che qualcuno si era sentito male lì vicino e sono andato a vedere. Ma prima ho preso il defibrillatore che si trova al Comune nuovo (di piazza Carducci ndr)». Tra i soccorritori dell’uomo che ieri mattina si è accasciato a terra dopo un malore in viale Marconi c’era anche l’assessore Mauro Niccolini, che stava andando al lavoro a palazzo civico.
«Una volta arrivato in zona mi sono occupato, insieme ad altre persone, di tenere lontani i curiosi. Sono stati momenti concitati. C’era chi aveva già preso il defibrillatore di via Volta e lo stava utilizzando per rianimare l’uomo».
E accanto a Niccolini c’era l’assessora Meris Pacchini, che è anche un’infermiera.
«Quest’uomo è sceso dall’auto è si è accasciato al suolo – racconta – aveva una fibrillazione ventricolare ed è stato soccorso sul posto con le manovre rianimatorie e utilizzando il defibrillatore pubblico».
L’assessora si sofferma sull’importanza di questi dispositivi, di cui Cecina è ben munita dopo che è stato avviato il progetto di Cecina cuore, città cardioprotetta. Adesso in città e nelle frazioni ci sono complessivamente 46 defibrillatori. Installati nelle piazze, fuori dalle scuole e lungo le vie, sono di pubblico dominio ed è già capitato, in passato che siano stati utilizzati. È successo al Tombolo, ma anche, per esempio, in corso Matteotti.
«Si tratta di apparecchi – dice l’assessora Pacchini – che possono davvero fare la differenza e salvare la vita delle persone».
C.G.
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