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Morto dopo il vaccino: la somministrazione, il dolore al petto e la tragedia
Rosignano, la salma dell'uomo è stata trasferita all’istituto di medicina legale di Lucca per gli accertamenti del caso. La prima valutazione dell'Asl
ROSIGNANO. Federico Bertoli aveva 53 ed era nato e cresciuto a Castelnuovo della Misericordia. Il babbo era stato volontario della Pubblica Assistenza, il fratello Luca lavora alla Rea. La sua vita si è fermata poco dopo le 14.30 di domenica scorsa su un’ambulanza del 118 che lo stava trasportando al pronto soccorso di Cecina dopo un malore avuto al centro vaccinale di Rosignano, al circolo Arci Le Pescine.
Si trattava della seconda dose per Bertoli, a cui è stata somministrata una dose di vaccino Pfizer, così come già era accaduto con la prima dose che non gli aveva causato alcun fastidio.
Dopo aver ricevuto le prime cure direttamente sul posto, l’uomo è stato preso in carico dal 118, ma è arrivato all’ospedale in asistolia e per lui non c’è stato nulla da fare.
Il fatale malore è sopravvenuto dopo circa mezz’ora dall’iniezione. Bertoli, dopo aver atteso i canonici 15 minuti nella sala di aspetto, è andato via, per rientrare dopo pochi minuti lamentando una pressione al petto.
L’Asl ha richiesto un riscontro diagnostico, anche se «da una prima valutazione – afferma l’azienda sanitaria - visti anche i tempi ridotti tra la vaccinazione e il malore accusato e l’assenza riferita di patologie allergiche, non sembra esserci una relazione causale tra la somministrazione e il decesso».
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