Sicurezza
Tutti a scuola di soccorso I bambini “conoscono” il 118
Con letture a lume di candela e piccoli esempi un’educatrice della Misericordia insegna ai piccoli a non correre rischi e a chiedere aiuto in caso di pericolo
Michele Falorni
Cecina. Si chiama “Progetto Asso, a scuola di soccorso” e, con letture a lume di candela e piccoli esempi insegna ai bambini dell’asilo a non correre rischi e a chiamare il 118 in caso di pericolo. Se le prime lezioni hanno avuto successo, il merito è di Francesca D’Alessandro, di professione educatrice d’infanzia e volontaria alla Misericordia di Palazzi dal 2005, quando di anni ne aveva solo 14. Più che una scelta, la sua è una vocazione, legata allo spirito di servizio che l’ha portata alla scuola 44 Gatti, le cui sedi sono due: in piazza dei Mille a Palazzi e in piazza Ivan Iori. Presto, i corsi inizieranno anche alle Matite. Francesca spiega che l’iniziativa parte dalla confraternita nazionale, che il governatore dell’associazione di Palazzi, Massimo Bianchi, ha chiesto per la prima volta di provare. E così, con una telefonata, “Asso” è divenuto operativo, coinvolgendo sei classi piene di bambini dai tre ai sei anni.
La base è un libro, scritto in modo semplice e riconosciuto dal ministero dell’istruzione, i cui protagonisti sono Asso e Carletto, un orsacchiotto e un leprotto.
Quest’ultimo è sbadato e spesso si caccia nei guai, e allora Asso interviene e lo aiuta, spiegandogli che deve stare attento, perché se inciampa o cade si fa male. Il giorno in cui succede, Asso chiama subito il 118, l’emergenza, e chiede all’ambulanza di intervenire. Una storia di amicizia a lieto fine, dove l’imprevisto è sempre compensato dal soccorso. Con D’Alessandro lavorano Claudia Gani e Chiara Ferretti, ma presto si aggiungeranno altre persone, perché il sodalizio vuole ampliare la propria rete e diffondere il messaggio contenuto nel testo.
«All’asilo andiamo in due – spiega Francesca – e leggiamo le pagine a lume di candela in aula con le maestre. I bambini sono attenti e seguono senza perdere una parola, entusiasmandosi appena vedono i pupazzi che subito riconoscono. Alla fine della lettura, prendono i pennarelli e disegnano la storia su un foglio: chi l’ambulanza e chi un cuore, poi un albero perché il riferimento è al bosco dove abitano Asso e Carletto. Ogni incontro dura un’ora». Intanto, prosegue Francesca, i bambini si abituano a vedere le persone in divisa e a capire a cosa serva quel numero, 112 o 118, visto che hanno familiarità con i telefonini. Insomma, allenano la propria abilità, imparando alla svelta come scansare i pericoli più comuni: dondolarsi sulla sedia, correre con le stringhe slacciate, non spingersi quando sono tutti insieme, evitando così di ripetere gli errori di Carletto, che salta per le scale e scivola. «Nel tempo – prosegue D’Alessandro – vorremmo portare il progetto nelle scuole. Intanto, chi è interessato può telefonare in sede a Palazzi oppure scrivere una mail. Io ho iniziato a 14 anni con l’animazione in pediatria a Cecina e questa esperienza è un’altra interessante tappa del mio percorso. Presto alla squadra si aggiungeranno altri nomi».
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