Il Tirreno

Guardistallo 

Lavoratori “utili” in Comune con il reddito di cittadinanza

S.C.
Lavoratori “utili” in Comune con il reddito di cittadinanza

Il sindaco Ceccarelli: «Siamo l’unico centro con meno di 5mila abitanti ad avere attivato i progetti». C’ anche chi ha rifiutato perdendo il sussidio

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Guardistallo. Da alcuni mesi sono al lavoro per il Comune di Guardistallo i primi operai che sono beneficiari del reddito di cittadinanza. E il bilancio dei primi mesi del progetto, che è stato attivato dall’amministrazione comunale, è positivo. A spiegarlo è il sindaco di Guardistallo, Sandro Ceccarelli. Seguendo quelle che sono le indicazioni della legge, il Comune ha attivato i Puc, progetti utili alla collettività, così da dare concretezza alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale. «Guardistallo, ci tengo a dirlo, è l’unico Comune tra le province di Pisa e Livorno con meno di cinquemila abitanti ad avere attivato i progetti dei lavori socialmente utili legati al reddito di cittadinanza – dice il primo cittadino – Tra i piccoli centri ci siamo noi e Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. E siamo partiti già prima dell’estate».

Seguendo la normativa del Ministero, il Comune si è attivato sia con l’ufficio del lavoro che con la società della salute. «Per noi, che siamo un territorio di “frontiera” le difficoltà sono sempre maggiori. L’ufficio del lavoro è a Volterra, quindi sul versante pisano, la società della salute fa riferimento alla Valdicecina nella parte livornese, Valli Etrusche, con competenze da Rosignano a Piombino. Comunque, grazie al lavoro degli uffici, siamo riusciti a districarci con la burocrazia e fare partire, già prima dell’estate, le prime chiamate».

A giugno sono stati contattati i primi cinque cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza. I progetti (per la durata minima di un anno) possono riguardare attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. «Noi abbiamo deciso di impiegare questi cittadini per migliorare il decoro del paese, per la pulizia delle strade, per aprire e chiudere il centro del paese nelle sere d’estate, per tagliare l’erba», spiega ancora il primo cittadino. «Dei primi cinque nominativi che ci erano stati segnalati solo uno ha accettato di lavorare per il Comune, gli altri hanno preferito perdere il sussidio. Il suo lavoro si è rivelato prezioso per un piccolo centro come il nostro, con la sua presenza abbiamo garantito la messa in sicurezza del centro storico nelle ore serali in cui è vietato alle auto».

All’inizio dell’autunno il Comune ha proceduto con nuove chiamate. «Questa volta ci sono state indicate tre persone e tutte si sono dimostrate interessate al lavoro. Sono già entrate in servizio». Cosa fanno? «Uno si occupa della distribuzione dei kit per la raccolta dei rifiuti porta a porta e due svolgono servizi per aumentare il decoro urbano. Per il Comune si tratta di un’opportunità interessante. Con una spesa abbastanza contenuta, per la formazione e per le dotazioni di lavoro, riusciamo a garantire servizi utili alla collettività».

Il Comune intende attivare altri progetti. «Sul reddito di cittadinanza si fanno molte polemiche ma ora che i Comuni possono fare la loro parte non è che la risposta politica sia stata così sollecita come invece di poteva pensare».

S.C.

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