Sicurezza
Assemblea pubblica delle associazioni sui beni confiscati
CASTAGNETO. Sui beni confiscati è il momento delle scelte. L’8 novembre si è aperta la conferenza dei servizi indetta dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata in cui il Comune di Castagneto ha manifestato il proprio interesse all’assegnazione indicando le intenzioni di utilizzo per una serie di immobili sul proprio territorio. Una realtà su cui provano a fare luce alcune associazioni nell’incontro pubblico organizzato per venerdì 19 novembre alle ore 17,30 nella sala conferenze della Casa della salute, in piazza Europa, a Donoratico.
In vista della possibile acquisizione da parte del Comune di beni confiscati e del loro riutilizzo pubblico, le associazioni Libera presidio Rossella Casini, Sezione soci Coop, Caritas, Anpi, Auser, San Bernardo Abate Odv, Confraternita Misericordia, Croce rossa italiana, Centro solidarietà Monica C, Iaia e Legambiente Costa Etrusca, ne parlano con i cittadini e l’amministrazione comunale.
All’assemblea ha assicurato la partecipazione la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini. L’intenzione è quella di creare un’occasione di consapevolezza di una realtà che ha segnato e segna il territorio. Dalle storie di usura al loro riutilizzo come beni della comunità, idee, partecipazione, progetti.
Si tratta di immobili e terreni confiscati a Michelangelo Fedele e ad altri componenti della sua famiglia, a seguito di una misura di prevenzione patrimoniale. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno portarono nel 2016 al sequestro di 29 unità immobiliari per circa 4 milioni di euro. Nel 2019 la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la confisca: 13 appartamenti, sei terreni, cinque autorimesse e cinque fabbricati di vario tipo. Sulla carta geografica 14 sono a Castagneto Carducci. Cuore dell’operazione nelle intenzioni del Comune è un capannone nella zona artigianale di Donoratico. Tra i nodi da sciogliere l’assegnazione di un distributore di carburanti. Inoltre, l’ente si è fatto avanti per tre appartamenti con i relativi garage a Donoratico e un terreno che potrebbe essere destinato a orto sociale. Per gli altri beni a sconsigliare l’acquisizione sono le pessime condizioni.
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