Il Tirreno

Il caro caffè qui non c’è In tazzina o in vetro continuerà a costare tra un euro e uno e dieci

Il caro caffè qui non c’è In tazzina o in vetro continuerà a costare tra un euro e uno e dieci

I titolari dei pubblici esercizi in genere aspetteranno il nuovo anno per valutare se ritoccare il listino dei prezzi: ecco cosa ne pensano 

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Cecina. Il destino della tazzina di caffè sembra segnato per colpa dei rincari della materia prima, così come dei costi di gestione di bar e pubblici esercizi in genere. A Cecina però la maggior parte degli esercenti non ha ancora deciso se adeguare il prezzo di vendita dell’espresso o del cappuccino ma probabilmente con l’inizio del nuovo anno potrebbero farlo.

«Ci abbiamo pensato un po’ ma alla fine abbiamo deciso che il prezzo del caffè sarà portato a 1,20 e il cappuccino a 1, 50 – dice Davide Pellegrini del Caffè Augusta – il pezzo dolce invece lo vendiamo a 1,10 – gli aumenti della materia prima e dell’elettricità ci sono, con questi dobbiamo fare i conti».

Cinzia Giampetruzzi del Bar La Cricca di corso Matteotti per il momento non ha deciso ulteriori aumenti. «La tazzina del caffè al bancone da noi costa 1,10 euro – spiega – diciamo che per ora i bar di corso Matteotti hanno mantenuto più o meno lo stesso prezzo. A fine anno, in base a quelle che saranno anche le indicazioni del nostro commercialista, valuterò se ritoccare i prezzi».

Al bar Giuli Juice, in via Marconi, di Giuliano Biancani per la tazzina di caffè si spende un euro. «Per ora il prezzo resta questo ma sarò costretto a rivedere quello delle paste, perché effettivamente i costi di gestione sono aumentati e siamo costretti a rivedere il listino dei prezzi anche di altre bevande».

Nella zona di piazza Gramsci pochi si scostano dal prezzo classico di un euro. «In questa zona la clientela è abituata a pagare un euro l’espresso – dice Dario Mugnai del Bar Nazionale – è difficile aumentare. Se venissero fatti i lavori di riqualificazione della piazza, forse avremmo anche una clientela più numerosa e potremmo anche cambiare strategie».

«Se qualcuno ci chiede il caffè al banco – dice Iolanda De Palma, titolare di una pizzeria in piazza Gramsci – lo vendiamo a un euro».

Marzio Porri, titolare del Dàn Kafe, ha mantenuto il caffè a un euro portando il prezzo del cappuccino a 1,30. L’anno scorso di questi tempi, o meglio all’inizio della seconda ondata di pandemia, Porri si era detto disponibile a regalare cento caffé per donare un sorriso durante la difficile fase della seconda ondata di Covid-19. Il barista toscano aveva deciso di offrire una tazzina a clienti abituali e non, nella fascia oraria della colazione, dalle 7,30 alle 9. Ma l’effetto delle chiusure si fa sentire ora sui prezzi di molte materie prime, con ripercussioni anche nel settore alimentare.

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