La manifestazione
Studio e concentrazione con il circolo di Caletta s’impara il gioco del bridge
rosignano. Pare che Agatha Christie l’amasse molto. Così come, in tempi più recenti, sembra ne sia grande appassionato Bill Gates. Parliamo del bridge, gioco di carte conosciuto e praticato in tutto il mondo che, pure a Rosignano, conta un circolo da circa quindici anni. L’associazione si chiama “Rosignano Amici del Bridge” e ha cambiato sede un paio di settimane fa. Adesso si trova alla Caletta di Castiglioncello, in via Degli Olivi 11 (per informazioni tel. 348 443 2158). Organizza tornei di bridge e burraco, sia pomeridiani che serali, nel rispetto delle normative vigenti in materia di Covid-19 e la sede è aperta sia ai soci che a chiunque voglia cimentarsi per la prima volta in questi giochi di carte, utili non solo come sport per la mente, ma anche come importanti strumenti di socializzazione.
«Tutti gli interessati, sia principianti e non, possono partecipare ad incontri organizzati nella sede, dove personale esperto e a titolo completamente gratuito, fornirà loro le nozioni principali e indispensabili per poter accedere in tempi brevi ai tornei», spiega l’associazione che ha come presidente Alessandro Taddei e, nel comitato direttivo, Roberto Iandelli, Gianfranco Martino, Adriano Pasquinelli e Emilio Scali.
«Siamo una ventina di soci, ma vengono in sede anche persone non iscritte all’associazione – le parole del presidente Taddei – Giovani? Non tantissimi. Perlopiù siamo gente di mezza età. Facciamo questi corsi anche per attirare ragazzi. Il burraco è più semplice, alla portata di tutti. È simile al ramino, anche se più elaborato. Insomma, non serve una grossa preparazione. Il bridge, invece, richiede una fase di studio, occorre sapere tanta teoria. Ormai è un gioco inserito anche alle olimpiadi perché considerato uno sport per la mente. La partita si svolge in due fasi. La prima è la dichiarazione in cui la coppia, perché a bridge si gioca in coppia, s’impegna a fare un contratto. E chi s’impegna di più, vince la prima fase. Poi c’è la seconda parte nella quale si gioca a carte. Il bridge ha tantissime varianti, un po’ come gli scacchi. Io mi sono avvicinato a questo sport una ventina di anni fa. Prima giocavo a brisca e a tressette ma, una volta conosciuto il bridge, questi giochi non li guardo nemmeno più».
Ma durante i tornei capita di arrabbiarsi? «Qualcuno si arrabbia – conclude Taddei – Però il bridge richiede massima concentrazione e silenzio».
F.L.
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