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discarica di rosignano 

Medicina democratica: «Che Roma utilizzi un proprio impianto»

Medicina democratica: «Che Roma utilizzi un proprio impianto»

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rosignano. «Sul Corriere della sera del 10 novembre si legge: “la strategia per superare l’emergenza. Comune, il piano rifiuti a rischio: accordi per esportare i sacchi della Capitale a Mantova e Livorno”. Nel corpo dell’articolo si fa riferimento esplicito alla discarica di Rosignano, cioè Scapigliato». A parlare è Maurizio Marchi per Medicina democratica che continua: «Ci chiediamo se sia ammissibile e opportuna questa esportazione dei rifiuti romani: ricordiamo che l’inceneritore dei rifiuti di Livorno marcia dal gennaio 1974, è ormai inglobato nell’abitato, ed è stato deciso di chiuderlo nel 2023 dal precedente sindaco. Decisione confermata dal nuovo. Altrettanto si dica per la discarica di Scapigliato, che riceve rifiuti dal 1982, in mezzo a polemiche, diffide regionali e processi giudiziari. Ricordiamo che il decreto emanato dal responsabile del settore bonifiche e rifiuti della Regione Toscana Franco Gallori diffida Scapigliato a: adottare tutta una serie di misure necessarie a contenere le cause dei fenomeni di dissesto, limitarne le conseguenze ambientali e prevenire ulteriori incidenti, ridurre il fronte aperto della discarica entro il limite di 3. 000 m2, come prescritto dall’autorizzazione regionale, fornire un resoconto delle quantità di percolato prodotto negli anni dal 2010 al 2020, nonché fornire una valutazione della produzione di percolato prevista. A nostro avviso non è ammissibile l’accoglienza dei rifiuti romani. La capitale provveda a dotarsi di impianti sul proprio territorio.

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