Il Tirreno

enogastronomia  

I vini del territorio in grande spolvero nella guida Bibenda

D.V.

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BOLGHERI. Tanta la Toscana che si è aggiudicata i 5 Grappoli di Bibenda ma soprattutto nella costa ed entroterra livornese. Da Bolgheri a Suvereto, da Riparbella alla Val di Cornia. Grandi conferme in terra bolgherese dove sono ben sedici le cantine che raggiungo il massimo riconoscimento della Guida 2020 della Fondazione Italiana Sommelier guidata da Franco Ricci. Un unico bianco conquista 5 grappoli ed è il Viognier in purezza di casa Satta, il Giovin Re 2019, poi si parte con i rossi con Angelo Gaja e il Bolgheri Superiore Camarcanda 2018 e il Bolgheri Rosso Magari 2019; l’azienda di Berlucchi in Toscana, Caccia al Piano 1868 conquista i 5 grappoli con il Bolgheri Rosso Ruit Hora 2019, ancora Grattamacco- Collemassari con il Superiore 2018, Guado al Tasso 2018 di Antinori, Greppicaia 2018, Bolgheri Superiore della cantina I Greppi, Orma 2019 di Tenuta Sette Ponti, Masseto fa la doppietta con Masseto 2018 e Massetino 2019, Ornellaia con La Grazia 2018 e Le Serre Nuove dell’Ornellaia 2019, ancora il Cabernet Franc in purezza di Poggio al Tesoro (Allegrini) Dedicato a Walter 2017 e non poteva mancare Sassicaia 2018 e Guido Alberto 2019 di Tenuta San Guido. Ci spostiamo a Suvereto con Petra 2018 del gruppo Terre Moretti, il Syrah in purezza di Tua Rita, Per Sempre 2019 e il Cabernet Franc di Tenuta Casadei, Filare 18 2019.

Ultimo salto a Riparbella dove il premiato è Luca D’Attoma, l’enologo di Duemani, proprio con Duemani 2018, cabernet franc e anche La Regola dei fratelli Nuti con la Regola 2018, poco più lontano Castello del Terriccio con Lupicaia 2017. «Siamo andati a scoprire, anno dopo anno, tutta la prosperità del nostro Paese. Il vino italiano è richiesto in Cina e in tutto il mondo – ha spiegato il curatore – un Chianti in Nepal, un Barolo a Dubai, con il conseguente aumento del mercato interno oggi il vino italiano raggiunge numeri da capogiro per essere il maggiore produttore al mondo. Siamo stati testimoni di una qualità impressionante che ci onora il pensiero dell’evoluzione alla quale abbiamo assistito negli ultimi 35 anni, da quando ci siamo impegnati nel raccontare il vino.».



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