Attenzione
Il negozio di intimo «Sono qui da 34 anni»
Marzia Lastraioli ha il fondo di proprietà e cura il dettaglio «Prima eravamo in tanti e vendevamo tutti, ora non più»
Francesca Lenzi
rosignano. Marzia Lastraioli festeggerà i 60 anni la prossima settimana. Oltre la metà li ha trascorsi nel negozio Brio Intimo in via del Fante 9, a due passi dall’Aurelia.
«Era il 5 dicembre del 1987 – spiega la commerciante – Sono date che non si dimenticano queste. La crisi di Rosignano? La pandemia non c’entra nulla. Bisogna capire che i clienti sono abitudinari e vogliono il parcheggio davanti al negozio. La lenta discesa del commercio rosignanese parte dall’Aurelia a senso unico e dalla pista ciclabile. C’è il sottopasso? È vero, ma sa quanti clienti mi dicono di aver provato a fare due, tre giri e, non avendo trovato posto, di essere andati via? Tanti. Ripeto, il senso unico ha inciso molto, e in più il Comune ha dato licenze per alcune tipologie di attività, come le agenzie immobiliari e turistiche, che non danno vita al paese. Con la pandemia sono state fornite facilitazioni e incentivi, ma sono flash e, se non si hanno le spalle larghe, non si resiste».
«Il negozio ce l’ho da tanto e il fondo è mio, gran bel vantaggio rispetto ad altre situazione – continua Marzia – In tanti mi dicono “Ma perché non ti sposti per avere più visibilità?” No, non lo faccio. Se i clienti ti vogliono, ti trovano. Però è vero che i negozi sono sempre meno, e all’orario di chiusura, soprattutto in inverno, fa quasi paura andar via. Chi chiude in questa zona, spesso e volentieri, o lo fa per raggiunti limiti d’età, oppure perché non aveva le spalle larghe. Mi spiego: questo lavoro va fatto con passione e, soprattutto, non ci si improvvisa. La soluzione? Non saprei davvero. Ormai ho la brutta impressione che i giochi siano fatti, dopo tanto tempo che va avanti questa crisi. La ciclabile ci ha ammazzati, non si possono fare iniziative estive perché non è possibile deviare ulteriormente il traffico e i turisti pensano che non ci sia nulla a Rosignano. C’hanno tarpato le ali. Avevamo lottato per la pista ciclabile sul lungomare, e invece si sono incaponiti a farla qui. E poi ci sono i grandi centri commerciali che fanno offerte, incuriosiscono. Se ne contano cinque qua intorno, una roba enorme. Io ho un figlio di 27 anni e non gli consiglierei mai di aprire un negozio in questo momento».
«Come resisto io? Beh, questo lavoro mi piace e ci metto l’anima – conclude Marzia – Il fondo è mio e posso cercare il prodotto che mi interessa, cose particolari; poi cambio spesso la vetrina, non guardo le ore che ci passo dentro. Però si fa fatica. Prima c’erano tanti negozi e tutti vendevamo, ora non più».
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