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Palio Costa etrusca lo stop imposto passa dalla spiaggia e dalla sua tutela

Manolo Morandini
Palio Costa etrusca lo stop imposto passa dalla spiaggia e dalla sua tutela

Riccucci: «La sabbia smossa perde di compattezza»  Saggini: «Faremo le valutazioni nell’assemblea dei soci»

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. Il primo stop è arrivato con la costruzione del porto. Dal 1995 al 2004 il Palio della Costa etrusca si è disputato sulla spiaggia di San Vincenzo in cui adesso si trova piazza Unità d’Italia. Avviato il cantiere, l’unica corsa di cavalli sulla spiaggia d’Italia si è fermata. Pochi avrebbero scommesso che potesse ripartire. Lo ha fatto nel 2017 andando avanti per tre edizioni. Nel 2020 il fermo lo ha imposto l’emergenza sanitaria da Covid-19, spettro che ha pesato anche quest’anno fino alla decisione di slittare l’evento al fine settimana del 3 ottobre. Ma l’accavallarsi con il voto per le elezioni amministrative, a seguito del commissariamento del Comune scattato il 2 aprile, con le dimissioni dell’allora sindaco Alessandro Bandini, in scia alla maxi inchiesta giudiziaria della Procura di Livorno, ha comportato il rinvio a Pasquetta 2022. Lo spoglio del voto però ha determinato, dopo 72 anni nel solco del centrosinistra, un autentico scossone. Alla guida di una comunità ben più grande di quella che gli ha dato la fiducia è stato chiamato Paolo Riccucci con la lista civica Officina San Vincenzo. Ha preso 946 voti su 3.578 votanti e un bacino di 5.710 elettori. È il gioco della democrazia. Già in campagna elettorale più di un candidato ha speso parole ha sostegno del Palio. Officina non lo aveva fatto, lasciando la questione fuori dal dibattito e dal programma.

Il fronte del sì

«Noi siamo pronti per fare la manifestazione, ma dipende dalla disponibilità della nuova amministrazione». Così il responsabile del comitato organizzatore del Palio Roberto Saggini alla vigilia dell’incontro con l’amministrazione comunale il 26 ottobre. Ce ne sono stati altri due. Ma gli argomenti portati a sostegno dell’evento non sono bastati a rompere il fronte del no. «È una decisione che rispettiamo – afferma Saggini –. Questa sera – il 5 novembre, ndr – è convocata l’assemblea dei soci e in quella sede faremo le nostre valutazioni in merito a quanto è stato dichiarato dall’amministrazione comunale». Non va oltre.

Alla polemica per la polemica non ci sta. Resta nel cassetto un evento già organizzato nei dettagli e che da un’edizione all’altra vede impegnati 73 soci dell’Asd Palio della Costa etrusca. Dalla realizzazione dei 550 metri di pista sulla spiaggia al montaggio delle attrezzature e la gestione di una complessa macchina dalla sicurezza all’accoglienza di cavalli, fantini e del pubblico. Le ultime edizioni della manifestazione, che a avuto un’eco nazionale per la spettacolarità della corsa, hanno registrato una media di 5mila presenze. Il tutto a fronte di un contributo a carico del Comune di San Vincenzo di 35mila euro, che rappresenta circa un terzo dei costi totali. Il resto viene coperto da sponsor e dalla vendita dei biglietti.

Il fronte del no

A difendere la scelta per l’amministrazione comunale è il sindaco Riccucci. «A far decidere per il no è una questione di metodo, di approccio alla spiaggia – dice –. Non condividiamo lo spostamento di grandi quantità di sabbia e il lavoro sull’arenile con mezzi pesanti che è necessario per allestire la pista e le altre attrezzature. A colpo d’occhio al termine della manifestazione è vero che tutto viene ripristinato al meglio, ma è pur vero che la sabbia smossa perde di compattezza e in caso di mareggiate è più vulnerabile. Tra l’altro la manifestazione insiste su una delle spiagge più belle del nostro paese». Le ragioni dello stop sono ambientali. «Avevamo proposto la possibilità di individuare una diversa collocazione per la manifestazione, in uno spazio a terra, ma comprendo i rilievi degli organizzatori che così si andrebbe a perdere la specificità del palio sulla spiaggia». Il sindaco non ha dubbi. «Si tratta di una manifestazione che nei giudizi finisce per dividere il paese. Di sicuro dal punto di vista della visibilità ha un forte impatto. Ha portato San Vincenzo ben oltre i confini locali, ma non genera a nostro avviso flussi turistici di rilievo. In questi ultimi due mesi abbiamo ascoltato molte voci per valutare e confrontarci anche su questi aspetti. Il palio richiama soprattutto un pubblico di appassionati, che viene per seguire la manifestazione, ma non ha riflessi significativi sull’economia del paese considerato che a Pasquetta i turisti arrivano comunque».

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