La rosignanese Ortelia compie 100 anni. Gli auguri del presidente Mattarella
La centenaria ha festeggiato con tutta la famiglia e gli amici. «Ho 100 anni, non ci vedo ma il cervello funziona ancora»
rosignano. Cento anni tondi tondi e ancora una freschezza e una vivacità da far invidia a tanti giovani. Ortelia Castellani è nata il 4 novembre del 1921 a Rosignano Marittimo ed è stata da ragazza una staffetta partigiana, continuando nella vita a occuparsi di solidarietà, partecipando attivamente alla comunità e tramandando la memoria agli studenti. Giovedì, per il giorno del suo centesimo compleanno, ha ricevuto gli auguri del sindaco di Rosignano, Daniele Donati, ma anche quelli più sorprendenti del presidente Sergio Mattarella. E la sera ha festeggiato al Giardino con tutta la famiglia e gli amici, compresi quelli dell’Auser che Ortelia ha fondato e quelli del consiglio di frazione.
«È stata una bellissima festa, e sono rimasta tanto contenta – le parole della centenaria – Era in mezzo alle persone che mi vogliono bene e per me è stata una serata indimenticabile. La vita durante la guerra era complicata. Bisognava far le cose di nascosto. Io la mattina prendevo la panierina con il mangiare e lo portavo allo stabilimento dove il babbo lavorava. A mezzogiorno andavo, e c’era uno di Castellina che faceva il turno sei-due. A lui davo la panierina che la portava ai partigiani. Coraggiosa? Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare. E mi fa piacere averlo raccontato ai ragazzi delle scuole».
Ortelia, nata a Marittimo nel 1921, da giovane si è trasferita prima a Gabbro, dove lavorava il padre, quindi a Solvay, dove abita tutt’ora. Alla sua festa di compleanno erano in tanti a festeggiarla: la famiglia, gli amici. In tutto una settantina di persone. «Gli auguri di Mattarella? Sì, mi hanno fatto piacere, ma non sono una che si vanta, io. Sono una donna semplice. Però una cosa la voglio dire: ho fatto cento anni e il cervello ancora mi funziona bene. Non ci vedo, quello no. Infatti alla festa, quando le persone veniva a salutarmi, chiedevo alla mia collaboratrice di dirmi chi fossero. Ecco, non ci vedo, a meno che uno non si avvicini bene. Però il cervello mi funziona, eccome».
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