Il dolore
“Cittadinanza Attiva” scrive alla Regione
montescudaio. «Montescudaio deve avere un depuratore vero e proprio, è un’opera indispensabile, voluta da tutti e attesa da oltre 30 anni. Per questo noi diciamo sì al depuratore, ma no a realizzarlo al “Campo Sportivo”». Inizia così la lettera del comitato “Cittadinanza Attiva Montescudaio” alla Regione.
«Perché riportare proprio all’ingresso del paese, in posizione ben visibile, quello che per semplice gravità confluisce già oggi in una zona nascosta e ben distante dal centro abitato? – continua il comitato – Montescudaio, uno dei borghi più belli d’Italia, rischia di vedere per sempre penalizzata la sua immagine turistica. Le abitazioni attuali e quelle future, in una zona in rapida espansione, resteranno escluse dalla possibilità di collegare i propri scarichi al nuovo depuratore, se non con un’ulteriore stazione di sollevamento. Perché scegliere una soluzione “energicamente” non sostenibile e che va contro ogni raccomandazione di riduzione dei fabbisogni energetici ? L’ubicazione scelta, dalla nostra amministrazione e da Asa, obbliga a realizzare un collettamento dei liquami 100 per cento in pressione, tramite due stazioni di sollevamento, con costi energetici importanti e maggiori costi di manutenzione. Ignorando ogni raccomandazione fatta, per ridurre di almeno il 40% le emissioni di CO2 e quindi dei consumi energetici entro il 2050. Ma soprattutto, perché alla richiesta di spiegazioni non è stata fornita alcuna informazione, né di carattere tecnico né di carattere “politico” su quali erano le possibili soluzioni alternative?».
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