Il Tirreno

La proposta 

«Volterra dovrebbe fare sinergia con Cecina»

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Cecina. Su una possibile sinergia tra gli ospedali di Volterra e Cecina riflette il dottor Carlo Giustarini, specialista in cardiologia, già direttore della zona distretto livornese e direttore sanitario aziendale dell’ex Asl 6 Livorno.

«Ciò che può e deve essere ottenuto con urgenza, in una trattativa diretta con la Regione Toscana (e non con l’Asl nord-ovest, cui compete solo la gestione delle scelte politico-organizzative assunte dal Governo regionale), è il riconoscimento dell’ospedale di Volterra come ospedale di base in zona particolarmente disagiata». Superato questo passaggio, «bisognerebbe cominciare a riflettere se non sia il caso di fare sinergia con Cecina, il cui ospedale potrebbe diventare un ospedale di base baricentrico, centralizzando sulla Bassa Valdicecina fino a Rosignano la popolazione di Piombino, della Val di Cornia e dell’Alta Val di Cecina, piuttosto che con Pontedera, piccolo satellite di una stella gigantesca come l’Azienda ospedaliera Universitaria Pisana che ha ospedale come Cisanello, fra i più grandi e più attrezzati d’Europa, a un quarto d’ora di distanza». Giustarini suggerisce una organizzazione «intelligente ed efficiente del territorio (implementando letti territoriali di ospedale di comunità, di cure intermedie e di hospice, organizzando le Case della Salute, utilizzando con formule innovative la medicina di base e l’assistenza infermieristica), si potrebbe creare un “mix” di attività sanitarie ospedaliere e territoriali tale da mettere in sicurezza davvero la salute dei cittadini dell’Altavaldicecina, il che potrebbe costituire un modello organizzativo innovativo da validare, magari anche oggetto di una sperimentazione sul campo cui ci potremmo candidare».



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